5 motivi per scegliere una Scuola di Formazione Professionale

Scopri 5 motivi per cui dovresti scegliere una Scuola di Formazione Professionale come i CPFP.

La Formazione Professionale è un tipo di scuola superiore altamente preparatoria in vista dell’inserimento nel mondo del lavoro. Spesso tale tipologia di scuola superiore è considerata inferiore rispetto a un liceo: tale giudizio, tuttavia, è superficiale. Tutto dipende dalla strada che si vuole intraprendere una volta superata la tanto temuta maturità. E se l’università non è nel vostro destino questa potrebbe essere una valida alternativa da prendere in considerazione dopo le scuole medie.

1. Attività pratiche e laboratori

Le Scuole di Formazione Professionale (SFP) sono adatte a quei ragazzi che desiderano imparare la professione più adatta ai propri interessi senza intraprendere lunghi percorsi di studi per ottenere un diploma o una laurea.
Le materie offerte dai vari percorsi formativi, infatti, sono nella maggior parte di tipo pratico, senza comunque tralasciare le discipline di base essenziali come l’italiano, la matematica o le scienze,  e le competenze specifiche di ogni corso vengono approfondite e consolidate tramite attività in laboratorio o in officina (es. laboratorio di taglio e acconciatura, di pasticceria, di elettromeccanica, di autoriparazione, ecc).

2. Rapido inserimento nel mondo del lavoro

Scegliere una Scuola di Formazione Professionale significa inserirsi rapidamente nel mondo del lavoro.
I percorsi formativi offerti da una scuola di formazione professionale, infatti, hanno una durata di soli 3 anni, dopo i quali si consegue una qualifica professionale riconosciuta.
Grazie allo svolgimento di stage e tirocini, i ragazzi possono entrare in contatto con le aziende già durante il percorso di studi e hanno maggiori probabilità di trovare lavoro una volta conseguita la qualifica.

3. Figure professionali molto richieste

Molte aziende dimostrano una preferenza per i ragazzi con qualifiche o diplomi professionali in quanto:

  • entrano prima degli altri nel mondo del lavoro;
  • continuano a formarsi;
  • sanno rispondere con più sicurezza ai cambiamenti del mercato del lavoro.

Inoltre, i corsi offerti dai dalle Scuole di Formazione Professionale formano alcune delle figure professionali attualmente più richieste. Ad esempio i meccanici o i baristi!

4. Possibilità di continuare gli studi

Frequentare una Scuola di Formazione Professionale permette di conseguire una Qualifica professionale riconosciuta a livello non solo nazionale, ma anche europeo.

Il diploma triennale corrisponde al terzo livello del Quadro Europeo delle Qualifiche (EQF), un sistema che permette di confrontare le qualifiche dei cittadini dei paesi europei e di identificare in modo univoco il livello di preparazione raggiunto.

Per chi vuole continuare gli studi per ottenere il diploma di Tecnico (che corrisponde al quarto livello EQF), oppure passare agli istituti tecnici o professionali di Stato.

5. Ottime opportunità di carriera

I percorsi formativi delle Scuole di Formazione Professionale offrono non solo un lavoro sicuro, ma anche ottime opportunità di carriera.

Scopri qui i nostri percorsi di formazione.

5 regole da seguire per diventare un barista perfetto

Il barista è il professionista che sta dietro il bancone del bar: prepara e serve caffè, prodotti di caffetteria, cibi dolci o salati e bevande varie e deve seguire 5 regole per diventare un barista perfetto!

Quando si parla di barista, ci si riferisce a una figura professionale legata soprattutto ad un servizio bar diurno. Per quanto riguarda i locali notturni con un bancone da bar (ad esempio discoteche, lounge bar, cocktail bar…), l’operatore incaricato di preparare le bevande è il barman. Spesso barman e barista vengono confusi, invece si tratta di due figure professionali distinte: il barman è un professionista specializzato nella preparazione di cocktail e long drink, il barista invece è specializzato nel reparto caffetteria.

Il sorriso

Un bravo barista deve saper stare bene con la gente. È bello trovare dietro al bancone una persona sorridente, pronta a scambiare due chiacchiere o a rispettare il silenzio di chi è più riservato. Gentilezza e cortesia, affidabilità ed empatia sono doti che non ti possono mancare se vuoi entrare nel cuore dei tuoi clienti.

La pulizia

Come per ogni esercizio adibito alla ristorazione, anche per i bar la pulizia è fondamentale. Fa in modo che il tuo locale sia sempre lindo, rinfresca i bagni più volte al giorno, fa che il bancone e i tavolini siano sempre perfetti in modo da accogliere al meglio i tuoi clienti e adotta sempre in materia di igiene un comportamento esemplare, sia quando sei osservato che quando sei solo.
Ovviamente, anche tu devi essere sempre pulito e in ordine: il tuo aspetto deve riassumere la cura e l’igiene che regnano nel tuo bar.

Prodotti

Un buon locale vende solo cose buone: se vuoi essere un barista perfetto, dunque, scegli con cura le miscele di caffè e i prodotti da offrire ai tuoi clienti. C’è enorme differenza tra cibi freschi e preparati con ottimi ingredienti e quelli surgelati, tra un caffè a regola d’arte e uno preparato con una miscela di poco valore. Una volta apprezzata la qualità che proponi, i clienti non potranno più fare a meno del tuo locale.

Ricorda i gusti dei clienti

Fa sempre colpo sui clienti essere riconosciuti: notare che ricordi i loro gusti è una cosa apprezzata e che fa la differenza. Cerca allora di prestare attenzione a chi hai davanti, ai suoi gesti, alle sue preferenze e memorizza tutto. Coccola in modo particolare gli habitué, offri loro un’accortezza in più: darà loro la bella sensazione di essere “in famiglia” e di non essere un semplice numero.

Passione

Dimostra il tuo entusiasmo per il tuo lavoro studiando e preparandoti sui prodotti che offri ai tuoi clienti: spiega la differenza tra le miscele, preparati sugli aperitivi più alla moda, sui vini che proponi, sugli ingredienti che scegli, sui macchinari che usi. Chi lavora con passione ha un fascino irresistibile sulla gente.

Queste sono 5 regole da seguire per diventare un barista perfetto. Nel frattempo, scopri i nostri percorsi di formazione qui.

Consigli per un cameriere perfetto

Anche la migliore proposta gastronomica e la più bella delle mise en place è destinata a lasciare l’amaro in bocca quando non sia accompagnata dalla giusta accoglienza, dalla cura e pulizia del locale e insieme dalle attenzioni riservate a ogni singolo cliente: consigli per un cameriere perfetto. Ecco che la figura del cameriere, spesso (erroneamente) considerata in secondo piano e non adeguatamente valorizzata, assume un’importanza fondamentale, come trait d’union tra la cucina e il cliente. A patto naturalmente di seguire alcuni semplici ma imprescindibili regole.

La prima impressione

L’accoglienza del cliente è spesso uno dei compiti del cameriere, che per mettere da subito a proprio agio il cliente avrà cura di introdurlo nel locale per accompagnarlo fino al tavolo. Si metta grande attenzione alla cura dell’aspetto e della divisa, perché la comunicazione col cliente avviene anche attraverso il linguaggio del corpo e una iniziale percezione negativa potrebbe compromettere anche l’esperienza gastronomica. Qualcuno sostiene che le sorti di un pranzo o una cena siano decise nei primi 10/15 minuti dall’arrivo del cliente… che abbia ragione?

Ok la velocità, ma senza fretta

Saper essere veloci nella gestione delle richieste di ogni singolo cliente è certamente un pregio, ma bisogna evitare di piombare al tavolo per prendere le ordinazioni quando i clienti non sono ancora pronti, o di iniziare a sparecchiare il tavolo con troppo anticipo. Essere in grado di leggere la situazione, prestando la giusta attenzione senza mettere fretta, è fondamentale per non rovinare l’atmosfera di una serata.

Conoscere il menù è indispensabile

Conoscere e saper valorizzare i piatti e le bevande nel menu del ristorante è un altro aspetto di fondamentale importanza. Ridurre al minimo (o azzerare del tutto) la necessità di rispondere: “un attimo che chiedo in cucina” può fare la differenza. Prendersi qualche minuto prima del servizio per studiare le proposte si rivelerà fondamentale durante lo svolgimento del lavoro, nel corso del quale oltre ai gusti del cliente entreranno in ballo anche le allergie e le intolleranze, sempre più comuni. Il segreto è farsi trovare preparati.

Educazione e rispetto sempre

Il rispetto di poche semplici regole di educazione può aiutare a migliorare l’esperienza della clientela, qualunque sia il locale. Nel prendere le ordinazioni in una tavolata, ad esempio, è bene partire dai bambini, lasciando il tempo ai genitori di modificare eventuali ordinazioni ritenute fuori luogo, per poi dare la parola alle signore e agli uomini. Qualunque sia poi lo stile del servizio, le signore vanno comunque servite per prime, e se dovesse sorgere una discussione di qualsiasi tipo, è bene ricordarsi di continuare a essere gentili e disponibili, senza lasciarsi trascinare in situazioni spiacevoli e senza perdere mai la calma.

Il sorriso è un’ottima arma

Consigli per un cameriere perfetto: sorriso. Non si parla di sorrisi cartonati stile foto di circostanza, ma di un atteggiamento rilassato e accogliente, che comunichi al cliente la propria soddisfazione nel compiere il lavoro. Lasciati alle spalle crucci e problemi, “vai in scena” con il sorriso migliore e vedrai che questo non farà altro che aiutarti nel servizio, predisponendo al meglio la clientela e favorendo i rapporti con gli altri membri dello staff.

Il mestiere per gli amanti dei motori

Il meccanico è sicuramente il mestiere per gli amanti dei motori. È il professionista cui ricorriamo quando la nostra auto ha qualche problema o da un giorno all’altro ci lascia a piedi. È l’esperto che ci salva nel momento del bisogno quando non sapremmo dove mettere le mani. Il meccanico al giorno d’oggi non è solo la figura specializzata nella riparazione, manutenzione e accomodamento di automobili e motocicli, ma si sta sempre più specializzando anche nell’elettronica, componente base nei motori di oggi. Molti meccanici, inoltre, affiancano il controllo del corretto funzionamento del veicolo a quella di vendita e ricambio di pezzi e componenti dello stesso. Si tratta certamente del lavoro ideale per tutti gli appassionati di motori, e le prospettive di carriera continuano a essere molto buone, trattandosi di un tipo di professionalità particolarmente ricercata e ambita.

L’intervento di questo professionista è richiestissimo

Tra le professioni destinate a non entrare mai in crisi, troviamo quella del meccanico. Questo significa che chi sceglie di diventare meccanico, il mestiere per gli amanti dei motori, può contare su un mercato davvero florido, e ricco di opportunità. Di contro, non si tratta certamente di una professione facile. Fare il meccanico richiede infatti grandi conoscenze a livello tecnico. Le automobili, non a caso, sono dispositivi molto complessi e composti da una moltitudine di componenti. Tra le altre cose, si tratta di una professione che può portare guadagni molto elevati. Tutto dipende, ovviamente, dal grado di competenza del meccanico e dalla sua bravura nel gestire il proprio giro di clienti.

Scopri come diventare operatore alla riparazione dei veicoli a motore qui

Cosa Fa il Parrucchiere?

Cosa fa il parrucchiere: è colui che cura, taglia i tuoi capelli, diciamo che è colui che ti prende per la testa come nessuno fa. Un parrucchiere è anche un amico che ti consiglia il meglio! 

Il parrucchiere, detto anche acconciatore, hair stylist o barbiere (solo per uomo), è il professionista specializzato in taglio e piega, nell’acconciatura e nel trattamento dei capelli. Interpreta i desideri del cliente per consigliare lo styling e la colorazione più adatti e offre una consulenza qualificata per la salute e la bellezza dei capello. Il parrucchiere può specializzarsi nelle acconciature per uomo, donna o unisex.

In cosa consiste il lavoro di acconciatore/parrucchiere?

Quando una cliente arriva in salone, solitamente come prima cosa il parrucchiere o la parrucchiera la fa accomodare al lavatesta, dove procede con il lavaggio dei capelli, massaggiando il cuoio capelluto e assicurandosi che l’acqua scorra alla temperatura desiderata.

Utilizza shampoo, balsami districanti, olii e altri trattamenti specifici a seconda delle necessità e delle condizioni del capello. Provvede poi al risciacquo e al frizionamento con l’asciugamano.

Dopo il lavaggio, la parrucchiera effettua il servizio richiesto dal cliente: ad esempio il taglio dei capelli, avvalendosi di pettine e forbici, rasoi o altri strumenti specifici per sfoltire o scalare la capigliatura, la messa in piega, la permanente (riccia, mossa o liscia), la rasatura della barba.

A seconda della tipologia di acconciatura richiesta dalle clienti, il parrucchiere può utilizzare spazzole piatte o tonde, applicare mollette e bigodini, e asciugare i capelli con un phon professionale oppure attraverso il casco. Può quindi definire lo styling ricorrendo alla piastra o a ferri arricciacapelli, e infine fissare la piega utilizzando lacche, gel, spray, cere e altri prodotti da applicare dopo l’asciugatura per lucidare, lisciare, donare corpo e volume.

Colorazione e decolorazione dei capelli.

Il parrucchiere deve conoscere molto bene i principi cromatici e la composizione chimica dei prodotti quali tinte, riflessanti, shampoo coloranti, henné e trattamenti decoloranti per la realizzazione di schiariture, mèches, colpi di sole, riflessi, shatush balayage. Deve inoltre essere esperto nelle tecniche per la loro corretta applicazione sul cuoio capelluto.

Al momento della preparazione e della stesura delle miscele coloranti o schiarenti il parrucchiere indossa dei guanti e invita i clienti ad indossare una mantellina e altre protezioni per prevenire macchie sui vestiti o sulla pelle causate dal prodotto.

Durante tutte le fasi di realizzazione dell’acconciatura il parrucchiere deve fare in modo che i clienti si sentano a proprio agio.

Andare dal parrucchiere deve essere un’esperienza piacevole e rilassante e l’acconciatore deve quindi possedere ottime doti comunicative e relazionali per stabilire un dialogo con i clienti, comprenderne i desideri espressi e inespressi e assicurare un risultato finale che sia di loro completo gradimento.

Realizzare un taglio che si adatta ai tratti del viso, un look che valorizza la fisionomia o il colore che le persone desiderano è l’unico modo per fare felici i clienti e fidelizzarli, in modo che tornino di nuovo nel salone.

Scopri i nostri percorsi di formazione qui!

L’estetista: una grande amica

L’estetista: una grande amica delle donne? Sì! Ma anche degli uomini, perché no?

L’estetista è una professionista esperta in trattamenti esteticicosmetici e make-up: è la figura di riferimento per il trattamento del corpo a fini estetici.

Cosa fa di preciso l’estetista nel suo lavoro?

I servizi che un’estetista può effettuare sono molteplici: ceretta ed epilazione, maschere e trattamenti viso e corpo, massaggi relax, trattamenti anti-age, manicure, pedicure, trattamenti abbronzanti.

Oltre a offrire una varietà di trattamenti estetici e di bellezza, alcune estetiste si occupano anche di ricostruzione unghie e applicazione di unghie finte (onicotecnica), o di servizi di make up professionale: allungamento ciglia, make up permanente o semi-permanente, trucco sposa e per altre occasioni speciali.

Qualifiche e specializzazioni

Esistono poi qualifiche e specializzazioni che permettono all’estetista di svolgere analisi della pelle ed effettuare particolari trattamenti estetici anti-età o per combattere inestetismi della pelle come acne o cellulite: ad esempio terapie con uso del laser o di apparecchi a ultrasuoni, microdermoabrasione, ossigenoterapia, trattamenti a luce pulsata, con elettrostimolatori ecc. Nel caso dovesse rilevare problematiche di carattere clinico, l’estetista non può effettuare trattamenti sanitari, ma indirizza il cliente da un medico specialista, come il dermatologo.

In base alle esigenze della clientela (soprattutto donne ma anche uomini), l’estetista propone ed effettua i diversi servizi disponibili. Consiglia i clienti sui prodotti più indicati per migliorare l’aspetto estetico e per la cura quotidiana del proprio corpo (creme, lozioni, maschere di bellezza, scrub, smalti, trucchi e altri prodotti), incoraggiandoli ad acquistare i cosmetici e i pacchetti di trattamenti estetici in vendita nel salone di bellezza.

Oltre alla conoscenza delle tecniche manuali e all’uso degli strumenti necessari per i vari trattamenti, l’estetista deve quindi avere ottime doti relazionali ed empatiche, necessarie per instaurare un rapporto di fiducia con la clientela, e abilità commerciali, per vendere i servizi e i prodotti offerti dal proprio centro estetico.

Spesso le estetiste sono poi coinvolte in diverse mansioni legate alla gestione operativa dell’attività commerciale: ad esempio tenere l’agenda degli appuntamenti dei clienti, gestire il pagamento dei servizi prestati, pulire gli ambienti secondo gli standard igienico-sanitari in vigore e sterilizzare gli strumenti utilizzati, effettuare l’inventario dei prodotti presenti e ordinare i cosmetici secondo le esigenze del salone.

Se vuoi diventare estetista, una grande amica delle donne, guarda qui.

Screening Sars-CoV2 al CPFP Alberghiera di Viterbo

Il 5 ottobre 2020 è partito lo screening, promosso da Regione Lazio e gestito dall’equipe medica della Asl di Viterbo, all’istituto alberghiero di Viterbo.

“I destinatari del test per l’identificazione dell’antigene virus Sars-CoV2 sono gli allievi delle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Viterbo” fanno sapere Eugenio Stelliferi, consigliere provinciale delegato alla formazione professionale, e Patrizio Belli, dirigente Formazione professionale per la Provincia di Viterbo.

La procedura

Il kit utilizzato al CPFP Alberghiera per la ricerca dell’antigene del virus Sars-CoV2 in dotazione alla Asl Vt è stato validato dal centro capofila della rete Coronet regionale Inmi Lazzaro Spallanzani.

“L’adesione all’indagine da parte degli interessati è individuale, volontaria e gratuita – spiegano ancora Stelliferi e Belli – Un risultato positivo al test per l’identificazione dell’antigene del virus indica un’elevata probabilità che il soggetto abbia in corso un’infezione. A quel punto, il paziente verrà sottoposto a tampone molecolare per avere conferma di positività.

Il test rapido consente di sapere in circa 20 minuti il risultato. L’obiettivo è quello di monitorare le scuole anticipando la diffusione del virus”.

Chef de cuisine (capocuoco o chef di cucina)

Se lo Chef de cuisine (capocuoco o chef di cucina) lavora in locali di piccole dimensioni, o in cucine poco strutturate, ha mansioni principalmente operative: prima di tutto cucinaregestire gli approvvigionamenti e le scorte alimentari, tenere in ordine la cucina. Se invece lavora in brigate di cucina organizzate, in ristoranti e hotel di alto livello, lo chef certamente cucina e crea nuovi piatti, ma più spesso si occupa di gestire la cucina come un vero e proprio manager, ovvero come Executive Chef o Chef de Cuisine.

Decide il menù, pianifica e dirige la preparazione dei piatti, assegna i compiti agli altri cuochi, gestisce il budget, stabilisce i turni di lavoro e interviene per assumere nuovo personale di cucina, secondo le necessità – mantenendo sempre uno stretto contatto con la direzione della struttura (il Restaurant Manager o il Food & Beverage Manager, se lavora in un hotel).

In una brigata di cucina:

  • coordina il lavoro dei membri della brigata, stabilendo i turni di lavoro e assegnando i giorni di riposo;
  • dispone compiti e lavori di routine e speciali;
  • indirizza e aiuta l’attività dei suoi collaboratori;
  • consiglia, propone e redige i menù;
  • verifica gli ordini di generi alimentari stilati dai capipartita;
  • compila la lista della spesa;
  • si assicura sempre del buon funzionamento dei macchinari di cucina essenziali per una buona riuscita di una portata;
  • è a stretto contatto con la direzione della struttura e con la reception;
  • sta a contatto con i fornitori;
  • nelle grandi strutture ricopre il ruolo di aboyeur (annunciatore).

In ogni caso, il cuoco è la colonna portante della cucina, e ricopre un ruolo di grande responsabilità: deve essere in grado di coordinare in maniera razionale le mansioni dei vari dipendenti impegnati ai fornelli, di gestire gli acquisti alimentari rispettando il budget (così da garantire alla clientela sempre la massima qualità, riducendo al minimo gli sprechi), e ottenere il massimo dal lavoro in cucina.

Scopri i nostri percorsi di formazione qui

L’ Executive sous-chef

È la seconda carica di una grande brigata in una struttura complessa. Nello specifico:

  • riporta direttamente all’executive chef;
  • di solito è in carico del ristorante principale di un hotel o resort che può essere il più grande in termini di volumi o il più raffinato in termini di stile culinario;
  • può eventualmente essere in carico della cucina centrale, la quale si occupa di preparare e servire le pietanze del ristorante a buffet ed anche degli eventi organizzati per gruppi o ricorrenze particolari. In strutture particolarmente organizzate ad altissimi livelli vi è invece una banqueting kitchen con relativa brigata separata dalla main kitchen, di cui è a capo uno chef de cuisine;
  • fa le veci dell’executive chef in sua assenza partecipando ai meeting e briefing, firmando documenti ed approvando ordini et simila;
  • ad eccezione di casi particolari, non assume o licenzia il personale direttamente.

In strutture particolarmente complesse vi possono essere più executive sous-chef con ruoli distinti ad esempio: in carico del ristorante a buffet; in carico della supervisione degli altri outlets; in carico del fine dining; in carico del banqueting (raramente in effetti si incontrano 3 o 4 executive sous-chef in un resort od hotel).

L’ Executive Chef

È il responsabile e coordinatore delle operazioni degli chef de cuisine che a loro volta comandano una singola cucina e brigata. Si trova solo in strutture complesse per organizzazione, numero di stanze se si tratta di un hotel o resort, ristoranti e servizi annessi.

Lo scopo principale dell’executive chef è la creazione dei piatti, lo sviluppo del menù e la ricerca nelle materie prime, lavorazioni, attrezzature. Nello specifico:

  • riporta direttamente ad un general manager e/o area manager ed eventualmente ad un corporate chef o c’ulinary director;
  • approva gli ordini ai fornitori ed i trasferimenti dal magazzino centrale agli outlets;
  • approva i menu redatti dagli chef de cuisine anche tramite il cosiddetto food tasting, apportando piccole modifiche alle presentazioni e scegliendo di concerto con gli chef de cuisine ingredienti comuni per contenere il food cost;
  • apporta cambiamenti ai prezzi della singola portata verificando le recipe cards redatte dagli chef de cuisine;
  • redige e/o approva, insieme al banqueting manager i menu per eventi particolari, di solito buffet, ospitati in grandi spazi all’aperto od eventualmente in cosiddette ballrooms. Tali eventi possono ospitare dai 50 fino anche a 1500 coperti e più;
  • approva le nuove assunzioni ed il licenziamento del personale;
  • approva le promozioni interne, le vacanze annuali e gli spostamenti interni da una brigata (o ruolo) ad un’altra;
  • è responsabile del food cost di ogni singolo outlet ed altresì del food cost complessivo dell’intera struttura, del mantenimento e raggiungimento di un budget annuale e mensile prestabilito e deciso di concerto con il finance department;
  • non è in carico di una cucina o di un ristorante in particolare, perché le principali mansioni non sono infatti ‘hands-on’ ovvero materialmente cucinare, ma verificare (check), mostrare al personale con degli esempi come modificare un piatto, sia esso un cambiamento sulla presentazione o sul gusto/ingredienti da utilizzare;
  • presiede il daily briefing ove partecipano di solito gli chef de cusine e/o i sous-chef;
  • presiede il monthly departmental meeting ove partecipano di solito tutti gli chef a prescindere dal grado e ruolo;
  • partecipa al daily briefing dei capo dipartimento presieduto dal GM (general manager);
  • riceve giornalmente, a fine operazioni, dagli chef di cucina un rapporto (logbook) ove si evidenziano eventuali problemi, errori commessi ed anche apprezzamenti ricevuti;
  • interviene direttamente sul cosiddetto recovery (letteralmente recupero) che consiste nel riparare ad un errore commesso durante il servizio al cliente (guest).

Quali sono le caratteristiche che mi aspetto da un Executive Chef?

  • Capacità di coordinare le altre persone delle brigate di cucina.
  • Avere una grande conoscenza delle tecniche di cucina e della strumentazione (anche se al limite, non è il più bravo ad usare ogni cosa).
  • Avere una cultura di base di buon livello (perché la cucina non si può considerare come un tema a sé, separabile dal resto della conoscenza umana).
  • Conoscere un po’ delle lingue delle nazioni in cui opera, anche se lavora in un ristorante italiano.
  • Essere una persona calma e tranquilla, perché se perde la calma lui, non c’è altra persona che possa salvare la situazione.
  • Essere capace di vedere le potenzialità delle persone e formarle ed impiegarle al meglio.
  • Essere capace di organizzare (ed essere organizzatissimo lui stesso).
  • Avere buone conoscenze di marketing e comunicazione.

Scopri di più qui

La brigata di cucina

La brigata di cucina è l’insieme di tutto il personale di cucina, sia operatori qualificati che apprendisti, che opera nella preparazione professionale di vivande.

Il concetto di brigata di cucina è stato ideato da Auguste Escoffier, come struttura gerarchica organizzata in forma piramidale in cui mansioni e compiti erano rigorosamente distribuiti in ruoli specializzati, separati ma interdipendenti, come in una brigata militare. Tale struttura era ideata per rispondere innanzitutto alla sfida costituita dalle esigenze dei grandi hotel di fine Ottocento circa la qualità e la rapidità delle preparazioni. Si tratta di uno schema che rimase invariato fino agli anni sessanta. Il termine è rimasto in uso per definire anche le strutture di dimensioni ben minori, spesso con gerarchia meno rigida, caratteristiche della ristorazione attuale.

Struttura della brigata di cucina

Questa organizzazione gerarchica prevede che ci sia un capo responsabile e una serie di altre figure a lui subordinate. Particolarmente all’estero, in una struttura complessa composta da più ristoranti (chiamati anche outlet), vi sono più chef di cucina i quali di solito riportano direttamente a un executive chef, coadiuvato da un executive sous-chef. Il capo della brigata di una cucina è lo chef di cucina (chef de cuisine), coadiuvato dal sous-chef (“sottocapocuoco”). Ad essi rispondono i vari chef de partie (capipartita). “Partite” (parties) sono i vari settori in cui è divisa la cucina, per Escoffier erano cinque. Ad oggi la brigata moderna è divisa in piatti caldi, piatti freddi, macelleria, panetteria-pasticceria. Ai vari chef di partita rispondono i commis.

La brigata di cucina in una struttura complessa

Executive chef

Executive sous-chef

Chef de cuisine (capocuoco o chef di cucina)

Sous-chef (sottocapo cuoco)

Chef de partie (capopartita)

Chef saucier (salsiere)

Chef garde-manger (cambusiere o dispensiere)

Chef poissonier (pesciaiolo o ittico)

Chef communard (cuoco equipaggio o cuoco del personale)

Chef rôtisseur (rosticciere)

Chef entremetier

Chef potager (minestraio)

Chef legumier (verduraio)

Chef pâtissier (pasticciere)

Chef tournant (turnante)

commis

Chef de froid

Chef grillardin (grigliere)

Chef glacier (gelatiere)

Chef confiseur (confettiere)

Chef de garde (cuoco di guardia)

Scopri i nostri percorsi di formazione qui