Tecniche di miscelazione di un cocktail

A seconda di quali e quanti ingredienti andiamo a miscelare, in base alla temperatura di servizio, seguendo regole e dettami storici che sono giunti fino a noi grazie a libri e passaparola, ogni drink avrà un suo metodo di costruzione. Sono diverse le tecniche di miscelazione di un cocktail. Di seguito elenchiamo e descriviamo brevemente, quelle più diffuse e quelle che devono essere bagaglio culturale e tecnico per qualsiasi barman.

Mixing glass

Il mixing glass (o mixer) è un bicchiere in vetro o cristallo. Per miscelare i cocktail con il mixing glass è necessario il mixing spoon, (mudler, bar spoon) o cucchiaio lungo, e filtrare il ghiaccio con lo strainer.

Lo strainer o passino è utilizzato per filtrare il ghiaccio dal mixing glass, dal boston e a volte dai bicchieri.

Nel bicchiere si preparano tutte quelle bevande miscelate che vanno sotto il nome di on the rock. La caratteristica di queste bevande è la presenza del ghiaccio in cubi.

I bicchieri più utilizzati in questo caso sono old fashioned e tumbler medio. Altri cocktail che si preparano nel bicchiere sono gli sparkling, preparati nell flûte o coppa asti, e molti long drink preparati negli highball, grandi goblet o altri bicchieri di capienza compresa tra 25 e 33 centilitri.

Miscelazione nel mixing glass

  1. porre alcuni cubetti di ghiaccio nella coppetta
  2. raffreddare il mixing glass
  3. scolare accuratamente l’acqua di fusione
  4. versare gli ingredienti
  5. miscelare velocemente e in modo energico con il mixing spoon
  6. togliere il ghiaccio dai bicchieri
  7. mescere il cocktail, filtrando il ghiaccio con lo strainer
  8. disporre l’eventuale decorazione
  9. riordinare il banco
  10. servire il cocktail

Shaker tradizionale

Lo shaker tradizionale è costituito da tre pezzi;

Base: serve a contenere ghiaccio e liquori e può essere d’acciaio o cristallo.

Cupola, o passino: si incastra sulla base e serve a trattenere il ghiaccio durante la mescita.

Cappello: è il tappo e chiude la cupola.

I tre pezzi quando sono incastrati tra loro devono garantire la perfetta chiusura, così da evitare spruzzi o sgocciolamenti durante la miscelazione.

Quando usare lo shaker o il mixing glass

L’uso di shaker o mixing glass è regolato dal tipo di prodotti che compongono il drink.

Si deve utilizzare lo shaker tutte le volte in cui la trasparenza del cocktail è preclusa dalla natura degli ingredienti o di un solo ingrediente. Gli ingredienti, utilizzati anche in piccole percentuali che richiedono lo shaker sono: succhi di frutta, spremute, sciroppi, liquori molto dolci, uovo, crema di latte.

Si usa il mixing glass quando il drink deve restare limpido e trasparente. Gli ingredienti che richiedono l’uso del mixing glass sono i vini, i vini aromatizzati come il vermut, e i vini liquorosi quali il marsala, lo sherry, il porto.

Boston shaker

Il boston shaker o shaker americano è formato da due pezzi;

  • un bicchiere d’acciaio che ha capienza maggiore ed un’apertura più larga
  • bicchiere in vetro meno capiente e con un’apertura più stretta

Per filtrare il ghiaccio, è sempre consigliabile utilizzare lo strainer. Quando si shakera la parte in acciaio può essere tenuta verso l’alto o verso il basso. Il ghiaccio può essere messo nel vetro o nel bicchiere d’acciaio.

Miscelazione nel boston shaker

  1. raffreddare i bicchieri con del ghiaccio
  2. raffreddare la parte in acciaio dello shaker
  3. versare i prodotti richiesti dalla ricetta nella parte in vetro
  4. scolare accuratamente l’acqua di fusione dalla parte d’acciaio
  5. versare la miscela nella parte d’acciaio sul ghiaccio
  6. chiudere lo shaker dando un colpetto sul bordo del vetro
  7. miscelare
  8. eliminare il ghiaccio dai bicchieri
  9. versare il cocktail nel bicchiere
  10. disporre l’eventuale guarnizione
  11. riordinare gli attrezzi
  12. servire il cocktail

Variante 1:

Raffreddare i bicchieri, introdurre e rigirare alcuni cubetti di ghiaccio nel vetro del boston ed eliminare l’acqua di fusione, versare i prodotti nel vetro e sul ghiaccio, chiudere e agitare lo shaker, togliere il ghiaccio dai bicchieri, infine, mescere il drink.

variante 2:

Raffreddare i bicchieri, introdurre il ghiaccio nella parte d’acciaio e raffreddarla girando il ghiaccio con il mixing spoon, scolare l’acqua di fusione dalla parte d’acciaio dello shaker e versare gli ingredienti sul ghiaccio nella parte in metallo. Chiudere lo shaker con il vetro, agitare lo shaker, togliere il ghiaccio dai bicchieri e mescere il drink.

Il movimento di miscelazione deve essere laterale ed avvenire all’altezza della spalla destra o sinistra. Durante la parte d’acciaio o quella in vetro, possono stare indifferentemente in alto o in basso.

On the Rock

La preparazione sul ghiaccio è un’altra tecnica di miscelazione, non solo per i cocktail che la richiedono d’ufficio, come americano o negroni, ma per qualsiasi cocktail che si vuole rendere più “leggero”,  grazie alla maggiore diluizione data dalla lenta fusione del ghiaccio.

Gli on the rocks sono drink medi, quantità 8/10 centilitri, si preparano direttamente sul ghiaccio in un bicchiere di tipo tumbler o old fashioned. Gli on the rock è preferibile servirli con un cocktail stick.

 

Miscelazione degli on the rock

Nel bicchiere di tipo old fashioned o tumbler medio:

  1. mettere il ghiaccio nel bicchiere
  2. versare direttamente i liquori sul ghiaccio
  3. disporre l’eventuale guarnizione.
  4. riordinare il banco
  5. servire il cocktail con cocktail stick corto

Per la preparazione di bevande “on the rock” di solito non si procede al raffreddamento e all’eliminazione dell’acqua di fusione. Volendo operare in modo più corretto si dovrebbe:

  1. raffreddare il bicchiere
  2. scolare l’acqua trattenendo il ghiaccio con il cucchiaio o lo strainer, in questo caso fare attenzione a non toccare l’orlo del bicchiere con le dita.
  3. versare i prodotti
  4. miscelare leggermente con uno stick
  5. inserire le guarnizioni
  6. riordinare il banco
  7. servire il cocktail con cocktail stick corto

Blender

Il blender è un frullatore elettrico utilizzato nella preparazione di bevande, come frozen e colada, in cui una componente alcolica è miscelata con frutti e ghiaccio.
Il blender deve garantire: robustezza, minimo ingombro, facilità d’innesto e pulizia.

É formato da una base, che contiene il motore, e da una campana da innestare sulla base. É preferibile che il blender abbia un motore a due velocità e un numero di giri al minuto molto elevato per garantire l’emulsione degli ingredienti in tempi brevi.

La campana deve avere una capacità di 1 o 2 litri, può essere in vetro, acciaio inox, e policarbonato. La campana del blender deve essere dotata di lame molto resistenti, capaci di frullare ed emulsionare la bevanda, e spezzare il ghiaccio.

Per garantire la durata delle lame, si consiglia, comunque, di frullare con ghiaccio in scaglie o tritato. É sempre utile premunirsi con una riserva delle componenti più a rischio d’usura o rottura: lame, guarnizione e campana.

CPFP Alberghiera Viterbo

Se vuoi saperne di più, segui la nostra diretta qui.

Scopri qui come si fa un cocktail.

Scopri come diventare barista qui.

Come preparare il cocktail perfetto? Leggi qui.

La ricetta del Mojito originale cubano, qui.

Capelli corti, medi e lunghi: quando tagliare?

C’è chi va dal parrucchiere tutte le settimane e chi invece fa visita al salone dell’hair stylist due volte l’anno: una delle domande più gettonate relative alla cura dei capelli è sicuramente quella che riguarda la tempistica con la quale bisognerebbe curare il taglio. Ogni quanto tempo bisogna tagliare i capelli? C’è un periodo preciso oppure il lasso di tempo tra un taglio e l’altro varia in base al tipo di capello?

Perché tagliare i capelli?


Senza dubbio tagliare i capelli nel momento giusto rende la chioma più sana e più forte, ma anche più bella. C’è chi segue le fasi lunari e taglia i capelli il giorno prima della luna piena se vuole rinforzarli, oppure in luna calante se vuole fare durare il taglio a lungo. La frequenza con la quale si devono tagliare i capelli però, dipende sia dal taglio che dalla struttura del capello: quando cresce infatti, si assottiglia e per tanto è più facile che si spezzi. Per questo motivo bisogna sempre tenere sotto controllo il taglio, in modo da eliminare le punte più sottili e rendere la chioma più forte.

Tagliare i capelli: ogni quanto?

In generale, per avere sempre un taglio perfetto e per combattere le doppie punte, bisognerebbe prendere appuntamento dal parrucchiere per il taglio ogni sei – otto settimane: in media il capello cresce di circa un centimetro al mese; se vuoi eliminare le doppie punte mantenendo però la tua lunghezza e tagli regolarmente ogni mese i tuoi capelli, non dovrai fare altro che chiedere al parrucchiere di spuntarli di circa un centimetro. E la frangia? Sicuramente ha bisogno di più cure perchè basta un capello fuori posto per rovinare il look: concediti una coccola e vai dal parrucchiere ogni tre settimane per una piega, così avrai modo di far controllare anche la lunghezza della tua frangia.

Quando tagliare?


Senza dubbio il taglio che richiede più cura è quello corto: basta un ciuffo fuori posto per rovinarlo e far apparire i tuoi capelli trasandati. Se hai i capelli corti quindi, dovrai andare dal parrucchiere una volta al mese, ma il tempo si accorcia se il tuo taglio è netto e preciso. In questo caso dovrai controllare che le ciocche siano perfettamente regolari ogni tre settimane. Se il capello è medio lungo e trattato con cura invece, potrai tagliare i capelli ogni tre – quattro mesi, spuntando le lunghezze e le punte, ovvero la parte di capello che si rovina più facilmente. È invece da sfatare il mito per cui il capello lungo non ha bisogno di cure:  anche se vuoi mantenere la lunghezza è consigliato andare dal parrucchiere per rivedere il taglio almeno due – tre volte l’anno per rendere la chioma più sana e fluente.

CPFP Ivan Rossi Civita Castellana

Segui la nostra diretta Facebook qui.

Sai cosa fa un parrucchiere? Leggi qui.

I nostri allievi ci spiegano come fare La messa in piega!

Scopri i nostri percorsi di formazione qui!

Auto ibrida: una scelta ecologica.

Il mercato delle macchine è in continua evoluzione, e l’auto ibrida è una parte importante del futuro dell’automobilismo, è una scelta ecologica, tanto che il suo trend è in continua crescita in tutta Europa.
Il passaggio alla tecnologia ibrida è incentivato anche dai governi e dalle amministrazioni regionali. Chi sceglie un’auto ibrida può beneficiare di agevolazioni, spesso molto vantaggiose, come l’esenzione dal Bollo.
La convenienza di un’auto ibrida si misura anche in termini di incentivi statali e agevolazioni, come la possibilità di accedere liberamente e gratuitamente nelle ZTL e di bypassare i blocchi del traffico, a seconda della zona di residenza. 
Questi premi esistono per incentivare l’utilizzo dell’ibrido, perché nelle vetture ibride il motore elettrico affianca il tradizionale propulsore alimentato a benzina o a gasolio, permettendo un risparmio significativo in termini di carburante.
 Un veicolo ibrido, infatti, è un’auto che salvaguarda l’ambiente, riducendo i consumi e l’emissione di C02 rispetto alle automobili tradizionali.

Una tecnologia pulita ed ecologica

Per chi vuole rispettare l’ambiente, riducendo i consumi e l’emissione di gas inquinanti, l’auto ibrida è la scelta perfetta.
Questo perché il suo motore a combustione interna è supportato da un motore elettrico. Questo permette di trasformare l’energia di natura chimica del carburante in energia cinetica, caricare la batteria del motore elettrico, e recuperare energia durante la frenata rigenerativa. La tecnologia ibrida, inoltre, non riguarda solo l’aspetto ambientale, ma assicura anche un risparmio in termini economici.

 Guidare un’auto ibrida non significa solo dare un forte contributo alla riduzione delle emissioni di CO2, ma anche ottenere diversi vantaggi:
1. L’abbattimento dell’inquinamento acustico, perché le emissioni sonore del motore ibrido sono molto più basse di quello tradizionale. 
2. La guida metropolitana, perché il motore dell’auto ibrida si adatta ottimamente agli spostamenti brevi all’interno del caotico traffico cittadino.
  3. La facilità di manutenzione del veicolo, inoltre, è confrontabile con quella classica a cui si è abituati a sottoporre le proprie vetture.

Meno inquinamento, più vantaggi. 

Chi sceglie un’auto ibrida, sceglie di consumare meno carburante e ridurre l’inquinamento. Un’auto ibrida aiuta a ridurre i consumi e la relativa spesa.
Infatti, uno dei vantaggi principali di un’auto ibrida è l’esenzione fiscale. L’auto mista offre dei benefici considerevoli, anche se differenti da regione a regione.
Inoltre, sono molto comode da guidare: le emissioni sonore si riducono e il motore a scoppio permette di avere buone prestazioni sulla distanza.
Riassumendo, i vantaggi di avere un’auto ibrida si possono classificare in questi punti:
Risparmio.
Il bollo di un’auto ibrida costa meno perché calcolato solo sulla potenza dei cavalli erogati dal motore termico.
Mobilità
A seconda delle ordinanze comunali, le vetture ibride sono autorizzate a passare il varco ZTL senza pagare alcun pedaggio o in una forma ridotta. Ecologia.
Le auto ibride sono ecologiche perché la CO2 rilasciata nell’ambiente è più bassa. La presenza del motore elettrico integrato limita il consumo di carburante.
Inoltre, è stato dimostrato che i guidatori delle auto ibride sono molto più rilassati rispetto a chi guida macchine tradizionali.

Di auto ibride parliamo al CPFP Viterbo via Richiello, in questa Masterclass.

Segui la diretta qui.

Scopri come diventare meccanico qui.

Alchimia e Spagiria nell’Estetica

La Spagiria è un’antica disciplina alchemica nata nel XV secolo il cui nome deriva da due parole del greco antico: páō, (che significa “separare” o “dividere”) e ageiro (che significa “riunire”). Il termine fu coniato da Paracelso, un medico svizzero, ritenuto il padre della Spagiria, che basò i suoi studi innovativi sulla convinzione che la salute è il risultato di un perfetto equilibrio di forze sottili e che le malattie sopraggiungono quando si formano delle alterazioni alle frequenze dei campi magnetici che compongono le cellule dell’organismo. 

La Spagiria si basa su un particolare metodo di creazione delle tinture madri: vengono estratte le frequenze energetiche delle piante e creati dei prodotti fitoterapici a base d’acqua in grado di trasportare le informazioni frequenziali delle piante laddove si sia manifestato un disequilibrio per ripristinare quindi la funzionalità di un tessuto o di un organo.

La parola “Alchimia” sembra derivare da “Al” (Dio) e “Chimia” (Chimica) e quindi la “Chimica di Dio”, che dona a questa materia una connotazione, persa nella moderna farmacologia, di spiritualità nella materia. L’Alchimia studia le cause dello squilibrio cercando di debellarlo alla fonte, utilizza il pensiero pre-logico che è più ricco di quello logico in quanto comprende l’uso dell’analogia, dei simboli e degli archetipi che sono le forme immateriali che causano la materialità.

spagiria

Come vengono scelte le piante per preparare un rimedio spagirico?

In Spagiria non c’è coltivazione, la raccolta viene fatta esclusivamente su piante spontanee, cresciute nel bosco o nei campi, nel loro perfetto habitat che rispecchia il terreno su cui si forma lo squilibrio. Ogni preparazione spagirica contiene la forza guaritrice delle piante usate, sfrutta la loro potenza medicinale ed integra le varie componenti dopo un processo di separazione e di purificazione. Ogni pianta usata per le preparazioni spagiriche ha un suo carattere con cui entrare in relazione, è considerata nella sua interezza e nella sua individualità che analogicamente deve corrispondere alla persona sulla quale si agisce. 

Nell’Estetica Alchemica Spagirica, si studia il significato olistico di ogni parte del corpo così da offrire durante i trattamenti un sostegno efficace.

spagiria


Si impara a scegliere quali prodotti vadano usati considerando le effettive esigenze del cliente e comprendendo il potere della pianta che lo compone. Attraverso nuove tecniche di manipolazione e sequenze di massaggio (specifiche per il viso e per il corpo) si può direzionare il tocco e supportare con esso le necessità del cliente.

Ne parleremo nella Masterclass di mercoledì 14 aprile 2021, al CPFP Viterbo via Richiello con Simona Bernardo, professionista di estetica e benessere.

spagiria
Segui la diretta FB qui

Se vuoi diventare Estetista, leggi qui.

Filettatura del pesce al guéridon

Abbiamo già visto che il servizio alla russa (o al guéridon) è un servizio molto elegante ed in auge nei ristoranti ed alberghi di alta classe. Il commis porta il piatto di portata, ricoperto dalla cloche, e lo posiziona sul guéridon di servizio accanto ai commensali. Poi, tolta la cloche, il piatto sarà mostrato ai clienti e sistemato sulla scalda vivande del guéridon. Oggi vediamo come si svolge la filettatura del pesce al guéridon!

Filettatura del pesce al guéridon

La filettatura del pesce si effettua normalmente con le posate da pesce, ma si può usare anche la clips.
Con pesci di grandi dimensioni, è necessario l’utilizzo di un coltello seghettato per tagliate lateralmente la dura pelle esterna.
Il risultato qualitativo di una buona filettatura si valuta da più elementi: temperatura, lische, estetica.
Temperatura: è l’elemento più importante. Con il pesce è necessario mantenere la giusta temperatura non solo perché il cliente ha il diritto di mangiare un prodotto ben caldo, ma anche perché, se il pesce si raffredda, l’operazione di filettatura è molto più difficile! Per esempio non si riesce più a staccare la pelle in modo rapido e senza rovinare la carne, le lische laterali si staccano con difficoltà, ecc.
Il pesce è un alimento che si raffredda velocemente, quindi per mantenere una temperatura adeguata la rapidità è indispensabile, così come lo sono accorgimenti tecnici quali piatti e vassoi di portata bollenti, réchaud sotto i vassoi, ecc.
Le lische: poche attenzioni permettono di lavorare meglio e più velocemente. Prima di iniziare a lavorare si deve separare il pesce dal resto degli altri alimenti presenti sul vassoio e, durante il lavoro di filettatura, si separano con cura le lische eliminate dai contorni o dagli altri pesci. Con la filettatura non è sempre possibile eliminare completamente le lische; in alcuni casi, per esempio con i pesci piatti o molto grandi, è abbastanza facile, in altri impossibile. Spesso occorre raggiungere un compromesso: un pesce con meno lische possibile, servito caldo, rapidamente e in modo esteticamente gradevole.
L’estetica è un fattore molto importante. Al termine della lavorazione il piatto deve risultare gradevole, con il pesce ben posizionato e non troppo rovinato.

Per lavorare in modo corretto è fondamentale la collaborazione dello staff di cucina, che deve operare come indicato.

Posizione del pesce: per permettere al cameriere di lavorare inmodo più agevole, il pesce deve essere disposto dalla cucina con la testa a sinistra e il rivolto verso di sé.

Posizione dei cibi: per agevolare il lavoro, i cibi devono essere disposti ben distanti tra loro in vassoi grandi; inoltre i contorni usciranno sempre in vassoi separati.

Nell’illustrazione: caratteri esterni di un pesce – 1. Barbiglio; 2. Opercolo; 3. Pinna pettorale; 4. Pinna ventrale; 5. Pinna anale; 6. Pinna caudale; 7. Linea laterale; 8. Squame; 9. Pinna dorsale.

La sogliola

Filettare la sogliola è relativamente semplice. Le lische interne sono relativamente poche e tutte unite alla lisca centrale. Questo consente una lavorazione rapida ed efficace.
La tecnica usata si adatta anche per gli altri pesci piatti, tipo rombo, razza, passera, ecc. Il cameriere presenta la sogliola al cliente poi, dopo averla appoggiata sul guéridon, inizia a filettarla. Ecco come si procede.

sogliola
  • Segui la nostra diretta Facebook per altri consigli su come effettuare la filettatura del pesce!
  • Se vuoi diventare cameriere o barista, leggi qui.
filettatura
CPFP Alberghiera Viterbo

Trasformare il trucco da giorno in un trucco da sera

È l’ideale quando ti trovi nella situazione di non poter togliere e rifare il trucco da capo: in questo modo saprai come cambiare look in pochi minuti e trasformare il trucco da giorno in un trucco da sera.

Quando?
Il trucco da giorno si trasforma immediatamente in un trucco da sera: qualsiasi sia il tuo abbigliamento entrambe le versioni si adattano benissimo al tuo look, grazie ai colori neutri e delicati e lo stile molto semplice.

Per chi?
Grazie a questi colori molto naturali e tenui il trucco da giorno che segue può essere indossato davvero da tutte, anche da chi magari ha solitamente qualche problema nello scegliere i colori giusti per realizzare un trucco occhi verdi e capelli rossi.

Ecco come per trasformare un trucco da giorno in un trucco da sera.

Usa il correttore: è importante coprire le imperfezioni per avere il risultato di una pelle perfetta. Utilizza quello color carne se non hai particolari problemi, altrimenti rivolgiti a quelli colorati.

Stendi il fondotinta: per avere un incarnato omogeneo e impeccabile per questo trucco da giorno è essenziale scegliere il fondotinta dello stesso colore della tua pelle. Meglio se a lunga tenuta, così potrai tenerlo fino alla sera.

Passa la cipria: per far si che il trucco da giorno duri è necessario fissarlo con la cipria. Utilizza quella in polvere finissima e applicala con un pennello grande, mentre fuori casa porta sempre con te una cipria compatta per ritoccare il trucco durante il giorno.

Trucca gli occhi per il giorno: per il trucco da giorno ti serviranno un ombretto grigio chiaro, uno più scuro, un ombretto o matita marrone chiaropennelli e mascara.

Per iniziare questo trucco da giorno applica l’ombretto grigio chiaro su tutta la palpebra mobile: puoi aiutarti con un pennello piatto oppure stenderlo direttamente con le dita.

make up

Successivamente prosegui il trucco da giorno tracciando una riga lungo le ciglia superiori: io ho preferito utilizzare un pennello piatto e obliquo con un ombretto marrone chiaro, ma puoi benissimo utilizzare una semplice matita dello stesso colore, che sottolineerà il tuo sguardo per un trucco da giorno leggermente definito.

make up

Completa il trucco da giorno e sfuma con un pennello per occhi ma molto morbido l’ombretto grigio più scuro: posizionalo sopra la piega dell’occhio ed esegui piccoli movimenti da destra a sinistra e viceversa. Poi passalo anche lungo le ciglia inferiori. Applica il mascara.

make up

♦  Trucca gli occhi per la sera: per trasformare il trucco da giorno in un perfetto trucco da sera ti serviranno un ombretto marrone scuro, una matita dorataombretto o matita marronepennelli e mascara.

Inizia a trasformare il tuo trucco da giorno utilizzando un ombretto marrone scuro da applicare su tutta la palpebra mobile: in questo caso è meglio utilizzare il pennello piatto che stende il colore in modo omogeneo ma soprattutto più preciso.

make up

Successivamente disegna una riga quanto più aderente alle ciglia, sia sopra che sotto l’occhio: puoi utilizzare una matita nera oppure scegliere di tracciarla con pennello piatto e ombretto nero così come ho fatto io.

make up

Qualche consiglio in più su come trasformare un trucco da giorno in un trucco da sera:

  • Mentre per il trucco da giorno è necessario rimanere più naturali, puntando quindi su fard cannella e rossetto rosato, la sera scegli di intensificare anche i tratti del viso applicando una terra abbronzante come fard e un rossetto rosa acceso.
  • Un punto importante è sicuramente l’applicazione del mascara alla sera: evita di applicarlo sopra quello che hai tenuto durante il giorno, perché si potrebbero formare antiestetici grumi. Piuttosto scarica un po’ il prodotto passando un dischetto imbevuto di struccante e poi passa il mascara.
  • Segui la nostra diretta Facebook per altri consigli su come trasformare il make up da giorno in make up da sera!
  • Se vuoi diventare Estetista, leggi qui.
Masterclass
Segui la diretta qui.
Scopri i nostri percorsi di formazione qui.

Tecniche base del massaggio

Il massaggio è una terapia antichissima quanto “semplice”: non servono strumenti particolari, ma solo l’abilità fisica dell’esecutore nel comprendere e cercare di risolvere le problematiche psico-fisiche del proprio cliente. Le tecniche base del massaggio professionale sono principalmente 6 e vengono utilizzate per scopi fisioterapiciesteticisportivi o come nel nostro caso, di riequilibrio energetico o emozionale.

Le principali manovre del massaggio professionale

Le tecniche base del massaggio professionale sono contraddistinte da diverse varianti che vanno praticate in base all’obiettivo da raggiungere. È importante che vengano dosate senza causare lividi né dolore eccessivo. Oltre al lato pratico è inoltre importante la predisposizione psicologica e la preparazione della stanza.

1 Sfioramento

Lo sfioramento è una manovra praticata all’inizio e alla conclusione del massaggio. Va eseguito con continuità. Si suddivide in:

  • sfioramento superficialele mani scivolano sulla cute, con le dita lunghe unite e il pollice abdotto. La pressione esercitata è molto lieve. Funge da preparazione: distribuisce l’olio e rassicura la persona.
  • sfioramento appoggiatosi esegue con una pressione decisamente maggiore del precedente. Se lento ha un effetto rilassantedi drenaggio e peeling (eliminazione cellule morte). Se eseguito velocemente determina un aumento della temperatura locale.
2 Sfregamento

Lo sfregamento è simile allo sfioramento, ma con maggiore intensità e forza applicata. Ne consegue un effetto benefico sulla circolazione linfatica e venosa. È perciò fondamentale che la direzione dello sfregamento sia eseguita nel senso della circolazione venosa stessa.

3 Frizione

La frizione invece prevede che le mani mantengano una posizione fissa in un punto. Viene mossa solamente la pelle che scorre sui piani del sottocute. L’obiettivo della frizione è quella di scollare le aderenze cicatriziali dalla pelle migliorando la vascolarizzazione. In base alla zona da trattare si possono usare anche solo la punta delle dita. È possibile sovrapporre pollici e/o le mani. Su muscoli particolarmente contratti è possibile usare anche le nocche. Il tempo di permanenza sui vari punti varia da 1 a 6-7 secondi e va ripetuto almeno 5-6 volte.

massaggio
4 Impastamento

Principali manovre del massaggio

L’impastamento è una manovra del massaggio professionale che si esegue sotto forma di compressione, sollevamento e spostamento trasversale del muscolo esercitando una pressione contrapposta tra le varie dita. Si suddivide in:

  • impastamento superficiale, risolve i casi di strati aderenziali superficiali;
  • impastamento profondo, ha come effetti l’aumento del tono muscolare e il rilassamento delle contratture.
5 Percussione

Per praticare la percussione è indicato tenere le dita lievemente semiflesse o flesse e percuotere alternativamente il muscolo. Si ottiene così un aumento della circolazione arteriosa, del tono muscolare e del livello di attenzione con maggior effetto meccanico sui tessuti connettivi lassi sottocutanei.

6 Vibrazione

Le punte delle dita imprimono un’onda vibratoria sulla cute che può essere:

  • verticale si ottiene un effetto di tipo sedativo o stimolante;
  • orizzontale si ha invece una normalizzazione della densità della sostanza fondamentale dei tessuti connettivi lassi sottocutanei.
Segui la diretta qui

Scopri i nostri percorsi di formazione qui.

Masterclass assemblaggio e messa in funzione di un motore

Una delle visioni che aiutano a capire il funzionamento di un’automobile e del suo cuore pulsante, il motore, è dato dall’immaginare ogni componente come un elemento in grado di svolgere un ruolo specifico. Grazie a questa premessa sarà facilissimo concepire come nel complesso il motore sia in grado di trasformare l’energia chimica del combustibile in energia meccanica trasmessa alle ruote.

Com’è fatto il motore auto

Il motore è quella componente in grado di trasformare l’energia chimica del carburante utilizzato in energia meccanica trasmessa alle ruote motrici. La parte principale del motore auto è composta dal basamento, una componente al cui interno è presente l’albero a gomiti al quale, poi, sono collegati i cilindri e la testata.

In base al numero di pistoni presenti nel motore l’albero motore presenta tanti perni ai quali sono collegati le bielle. Il collegamento tra bielle e pistoni, poi, avviene tramite lo spinotto e tutte queste componenti hanno il compito di far andare su e giù i pistoni all’interno dei cilindri.

La testata racchiude tutti gli organi meccanici per la distribuzione ed al suo interno sono presenti parte dei condotti di aspirazione e di scarico aperti e chiusi da valvole a fungo, mentre la parte superiore del motore è collegata a quella inferiore con una catena, una cinghia o una cascata d’ingranaggi.

Come funziona un motore auto

Il motore auto più diffuso in commercio è quello a quattro tempi. In questa tipologia di motore i gas vengono aspirati attraverso apposite valvole per poi essere compressi una volta che queste si sono chiuse. Con questa procedura si verifica la combustione, cioè i gas si espandono e generano una pressione che spinge verso il basso il pistone il quale agisce sulla biella che a sua volta mette in rotazione l’albero motore.

Quando il pistone risale spinge i gas fuori dalla camera attraverso le valvole di scarico e quando queste si richiudono ricomincia nuovamente il ciclo con una nuova fase di aspirazione.

Non esiste una sola tipologia di motori, ma questi possono essere suddivisi in quelli ad ad accensione comandata, dove l’innesco della combustione avviene grazie ad una scintilla, e quelli ad accensione spontanea dove la combustione avviene spontaneamente grazie alle condizioni favorevoli di pressione e di temperatura che si creano nella camera di scoppio. Questa ultima tipologia è propria dei motori diesel.

Assemblaggio e messa in funzione di un motore

Segui la diretta qui.

Scopri i nostri percorsi di formazione qui.

Una Masterclass sulla preparazione delle auto da competizione al CPFP Ivan Rossi di Civita Castellana

Protagonisti della Masterclass sulla preparazione delle auto da competizione, gli alunni del primo e secondo anno del corso di addetti alla riparazione dei veicoli a motore dell’istituto civitonico.

Auto da Competizione

Tito Fabrizi_Preparatore

Si è tenuta, al Centro Provinciale di Formazione Professionale Ivan Rossi di Civita Castellana, una masterclass che ha visto protagonista le auto da competizione: gli allievi del primo e secondo anno del corso di addetti alla riparazione dei veicoli a motore hanno potuto conoscere ed approfondire la preparazione delle auto impegnate nelle competizioni automobilistiche.

A tenere la lezione è stato Tito Fabrizi, preparatore delle vetture del team XC Motorsport: l’esperto capo-tecnico reatino ha illustrato agli alunni gli step di elaborazione della Mini John Cooper Works della scuderia di Civita Castellana, rispondendo con entusiasmo alle tantissime domande fatte dagli alunni, incuriositi da un’esperienza diversa dalle solite attività didattiche e di laboratorio.

L’evento di oggi è stato reso possibile grazie ad un accordo di collaborazione tra il CPFP e la XC Motorsport, nato dalla volontà dell’istituto di potenziare l’offerta formativa per aumentare sempre di più l’eccellenza del centro, che vanta un’esperienza di oltre 40 anni nell’erogazione di formazione professionale nei settori della meccanica, dei servizi per la persona( estetica e parrucchieri) e della ristorazione.

L’obiettivo di questa prima esperienza, a cui seguiranno altre iniziative anche sui campi di gara, è aumentare il coinvolgimento emozionale degli alunni, avendo come obiettivo la creazione di professionisti sempre all’avanguardia nel settore, realizzati non solo professionalmente ma anche dal punto di vista personale.

Presenti all’evento (trasmesso in streaming sui social dell’istituto) il direttore del centro Luca Crocoli, il docente Flavio Fabiani e Fabrizio Massaini, nella doppia veste di coordinatore amministrativo del centro e di pilota del team XC Motorsport.

A conclusione dell’evento, i ragazzi hanno potuto osservare da vicino la vettura da competizione, per conoscerne ogni dettaglio: un evento davvero apprezzato, che gli alunni sperano di poter replicare quanto prima.

Il Messaggero

Prima pagina 03/02/2021

Visita il CPFP ivan Rossi qui.

Guarda il video della Masterclass qui.

Masterclass Vetture da Competizione

Tito Fabrizi è titolare della Eurautocorse  S.r.l.s., Azienda specializzata nella preparazione e assistenza di auto da competizione. Preparatore da circa 25 anni di vetture da turismo che partecipano ai vari campionati Italiani ed internazionali di velocità in pista, in salita e rally, nel corso degli anni ha collezionato numerosi riconoscimenti derivati dalle vittorie raggiunte dai clienti piloti.

Attualmente ricopre anche il ruolo Direttore tecnico della ASD XC Motorsport di Civita Castellana, Team che è impegnato con due vetture nel Coppa Italia Turismo, auto che sono state protagoniste sempre ai vertici di classifica 2020 e già pronte ad affrontare il campionato 2021, sempre sotto la sua direzione tecnica.

Con gli allievi del corso Addetto alla Riparazione dei veicoli a Motore I° ANNO, tratterà come argomento la preparazione meccanica di una vettura da competizione ( motore, assetto ed elettronica). A tal fine verrà esposta una vettura da competizione da lui preparata di proprietà della ASD XC Motorsport.

Vetture da competizione

Segui la diretta qui.

Scopri i nostri percorsi di formazione qui.

Masterclass Hair Contouring

L’hair contouring è una tecnica di colorazione che, grazie a un sapiente gioco di luci e ombre, scolpisce la forma del viso, esaltandone i pregi e camuffandone i difetti.

Grazie all’hair contouring è possibile valorizzare la forma del proprio viso, giocando schiariture e colorazioni ad hoc. Il primo e fondamentale step per procedere con l’hair contouring è quello di determinare la forma del proprio volto: i professionisti della colorazione ne hanno individuate 5!

VISO OVALE

Il viso ovale non è soltanto quello a cui stanno bene la maggioranza delle colorazioni ed hairstyle, ma è anche una delle forme più desiderate dalle donne. Se siete tra le fortunate che possono vantare un ovale perfetto, mettetelo in risalto con un colore naturale e sfumato!

VISO SQUADRATO

Per ammorbidire e rendere più dolci i lineamenti di un viso squadrato, è possibile giocare con i riflessi e le sfumature morbide attorno al viso. Il segreto per valorizzare questa forma del viso con l’hair contouring è, quindi, quello di creare livelli di multi-tonalità di luce e ombra per gli angoli del volto, in particolare modo verso la mascella e le tempie.

VISO TONDO

Per questa forma di viso bisogna posizionare le ombre nella parte bassa dei vostri capelli, perché in questo modo riuscirete a sfinare il viso. I toni di colore più chiari che daranno l’effetto luminoso alla vostra capigliatura sono quindi da concentrare nella parte più alta, scurendoli poi verso le punte dalle orecchie in giù. Per il viso tondo, la piega più adatta è liscia, con le punte leggermente girate. Questa è l’ideale per sfinare il viso.

VISO ALLUNGATO

Per creare l’illusione di un volto meno lungo e renderlo più armonico con la tecnica dell’hair contouring, dovrete concentrare la parte luminosa e chiara della colorazione nella parte centrale dei capelli e posizionare i toni più scuri sulla radice. Un piccolo suggerimento extra è quello di asciugare i capelli più al naturale ed evitare pieghe troppo lisce che evidenzierebbero la forma allungata del viso.

VISO A FORMA DI CUORE

Grazie all’hair contouring, è possibile valorizzare la forma del viso a cuore per creare l’illusione di un volto più ovale. Giocando con i toni chiari sfumati sulle radici e vicino alla mascella, la parte bassa del viso sarà più illuminata e equilibrata!

HAIR CONTOURING

Segui la diretta qui.

Scopri i nostri percorsi di formazione qui.

Masterclass Latte Art

La Latte Art (alla lettera “arte del caffellatte”) è una tecnica di decorazione che viene effettuata su cappuccini ed espressi macchiati, mediante la realizzazione di disegni e forme sulla superficie. Questo tipo di esecuzione è sempre più apprezzata dalla clientela in quanto, oltre ad essere esteticamente gradevole, denota la grande perizia e abilità di chi la realizza. Sono sempre di più, infatti, i baristi italiani interessati a investire nella formazione professionale per apprendere le tecniche e i segreti di una perfetta Latte Art.
Per una Latte Art eseguita a regola d’arte non è sufficiente possedere una grande abilità manuale, servono gli strumenti giusti, la conoscenza di tutte le fasi fondamentali e tanta esperienza. Scopriamo da dove nasce questa tecnica e come realizzarla alla perfezione.

Latte Art: alcuni cenni storici

Pare che la Latte Art sia stata inventata da un italiano, Pierangelo Merlobarista veronese che, verso la fine degli anni settanta, iniziò a sperimentare questa tecnica di decorazione per rendere i suoi cappuccini esteticamente accattivanti. Fu però David Schomer, barista di Seattle, a portare alla ribalta la Latte Art: a metà degli anni 80, la forma a cuore sui suoi cappuccini era diventata un segno distintivo del café Espresso Vivace. Da allora, il repertorio di figure da poter eseguire è andato espandendosi, con l’introduzione di rosette, tulipani, cigni, disegni geometrici e molto altro.
In Italia, il primo a parlare di Latte Art in modo professionale fu Luigi Lupi, fino a qualche anno fa unico autorevole punto di riferimento per questa tecnica; oggi, invece, la diffusione di corsi di formazione specializzati, permette ai professionisti del settore della caffetteria e agli appassionati di apprendere tutte le conoscenze necessarie per la realizzazione della Latte Art.

Latte Art

Guarda il video qui.

Scopri i nostri percorsi di formazione qui.