Tecnico meccatronico delle autoriparazioni

Siamo pronti per aprire un percorso da tecnico meccatronico delle autoriparazioni, anno scolastico 2021/2022.

La meccatronica è la disciplina che a sua volta studia il modo di far interagire tre sottodiscipline – la meccanica, l’elettronica e l’informatica. Come la tecnologia avanza nel tempo, nascono nuove discipline tecniche che si adattano a ambiti specifici.

Cosa fa il meccatronico

Dopo aver analizzato l’aspetto regolamentare di questa giovane categoria professionale, vediamo quali sono le competenze del meccatronico. Bisogna anzitutto fare una piccola premessa: la ‘meccatronica‘ è quella disciplina che studia le modalità di interazione tra meccanica, elettronica ed informatica. La versione online dell’enciclopedia Treccani fornisce la seguente definizione: “scienza che nasce dall’integrazione tra la meccanica e l’elettronica al fine di progettare, sviluppare e controllare sistemi e processi a elevato grado di automazione e integrazione“.

Il fatto che la figura del meccatronico sia emersa solo di recente, è sintomatico dell’enorme sviluppo tecnologico in seno all’industria delle automotive, in particolare nella capacità di implementare sistemi di infotainment sempre più sofisticati.

Un tecnico (o peritomeccatronico è una figura specializzata, che possiede le competenze proprie sia di un meccanico che di un elettrauto. Ciò vuol dire che è in grado di eseguire operazioni di riparazione e sostituzione di parti meccaniche ed elettroniche.

Nello specifico, un meccatronico per auto è in grado di diagnosticare guasti e malfunzionamenti di natura meccanica, elettrica ed elettronica e di eseguire gli interventi necessari a ripristinare la funzionalità della componente logora, guasta o malfunzionante. Parimenti, il meccatronico interviene anche se l’anomalia riguarda il software della centralina o del computer di bordo. Tra i sistemi elettromeccanici presenti in un’autovettura sui quali un tecnico meccatronico può intervenire sono i regolatori di fasatura del sistema di iniezione, le sospensioni attive, l’ABS (il sistema che previene il bloccaggio dei freni), il Cruise Control, i tergicristalli con i sensori di pioggia, il sistema di climatizzazione dell’abitacolo e il sistema di apertura automatica delle portiere (più diffuso nei mezzi di trasporto collettivo).

Per queste ragioni, la formazione dei tecnici meccatronici per auto prevede lo studio di numerose materie: calcolo, fisica, elettrotecnica, tecniche di produzione, normative e regolamenti (in tema di circolazione stradale) e meccanica motoristica. Le aziende di autoriparazione possono integrare la formazione scolastica con corsi interni di aggiornamento al termine dei quali viene rilasciato un attestato da meccatronico, con un’indicazione relativa al tipo di specializzazione (veicoli leggeri o veicoli pesanti).

Come diventare meccatronico

Il percorso standard è destinato a chi è in possesso di diploma di scuola secondaria di 1° grado ovvero di titolo di studio conclusivo del secondo ciclo di istruzione e formazione non coerente con la materia della meccatronica.
La durata è di 500 ore, di cui 150 ore di tirocinio.

I percorsi integrativi sono destinati a chi è in possesso di un titolo di studio conclusivo del secondo ciclo di istruzione e formazione coerente con la materia della meccatronica, al fine di acquisire le ulteriori competenze specifiche.
• Durata di 100 ore, di cui il 50% di laboratorio, per chi è in possesso di un
coerente titolo di qualifica professionale conseguito nell’ambito dei percorsi di
durata triennale previsti dal Sistema di Istruzione e Formazione professionale
limitatamente alle competenze non possedute.

• Durata di 50 ore, di cui il 50% di laboratorio, per chi è in possesso di un coerente titolo di diploma professionale regionale di Tecnico previsti dal Sistema di Istruzione e Formazione professionale
• Durata di 150 ore, di cui il 50% di laboratorio, per chi è in possesso di un attestato di qualifica professionale regionale di Meccanico Riparatore Veicoli a motore, Elettrauto o equivalenti limitatamente alle competenze non possedute.
Sarà cura del soggetto accreditato valutare per ogni singolo candidato il possesso della certificazione acquisita al fine dell’inserimento nel percorso integrativo specifico.
Percorsi speciali
Ai sensi dell’art. 3, comma 2, della legge 11 dicembre 2012 , n. 224, i responsabili tecnici delle imprese già iscritte nel registro delle imprese o nell’albo delle imprese artigiane e abilitate alle attività di meccanica e motoristica o a quella di elettrauto, qualora non siano in possesso di almeno uno dei requisiti tecnico-professionali previsti dalle lettere a) e c) del comma 2 dell’articolo 7 della legge n. 122 del 1992, devono frequentare un percorso formativo, limitatamente alle competenze relative all’abilitazione professionale non posseduta, la cui durata è di almeno di 40 ore di cui almeno il 50% di laboratorio.
Percorsi equivalenti
Gli attestati di Qualifica professionale triennale del sistema IeFP di “Operatore alla riparazione di veicoli a motore” – indirizzo “Riparazione parti e sistemi meccanici e elettromeccanici dei veicoli a motore”, nonché del Diploma
tecnico professionale quadriennale di “Tecnico riparatore dei veicoli a motori”, di cui all’Accordo di Conferenza Stato Regioni del 27 luglio 2011 (Rep. Atti n. 137/CSR), hanno valore di qualificazione professionale di “Tecnico meccatronico delle autoriparazioni”, ai sensi dell’art. 7, comma 2, lett. b) della legge 5 febbraio 1992, n. 122 e ss.mm.ii.

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CPFP Viterbo via Richiello 0761.250814

Auto ibrida: una scelta ecologica.

Il mercato delle macchine è in continua evoluzione, e l’auto ibrida è una parte importante del futuro dell’automobilismo, è una scelta ecologica, tanto che il suo trend è in continua crescita in tutta Europa.
Il passaggio alla tecnologia ibrida è incentivato anche dai governi e dalle amministrazioni regionali. Chi sceglie un’auto ibrida può beneficiare di agevolazioni, spesso molto vantaggiose, come l’esenzione dal Bollo.
La convenienza di un’auto ibrida si misura anche in termini di incentivi statali e agevolazioni, come la possibilità di accedere liberamente e gratuitamente nelle ZTL e di bypassare i blocchi del traffico, a seconda della zona di residenza. 
Questi premi esistono per incentivare l’utilizzo dell’ibrido, perché nelle vetture ibride il motore elettrico affianca il tradizionale propulsore alimentato a benzina o a gasolio, permettendo un risparmio significativo in termini di carburante.
 Un veicolo ibrido, infatti, è un’auto che salvaguarda l’ambiente, riducendo i consumi e l’emissione di C02 rispetto alle automobili tradizionali.

Una tecnologia pulita ed ecologica

Per chi vuole rispettare l’ambiente, riducendo i consumi e l’emissione di gas inquinanti, l’auto ibrida è la scelta perfetta.
Questo perché il suo motore a combustione interna è supportato da un motore elettrico. Questo permette di trasformare l’energia di natura chimica del carburante in energia cinetica, caricare la batteria del motore elettrico, e recuperare energia durante la frenata rigenerativa. La tecnologia ibrida, inoltre, non riguarda solo l’aspetto ambientale, ma assicura anche un risparmio in termini economici.

 Guidare un’auto ibrida non significa solo dare un forte contributo alla riduzione delle emissioni di CO2, ma anche ottenere diversi vantaggi:
1. L’abbattimento dell’inquinamento acustico, perché le emissioni sonore del motore ibrido sono molto più basse di quello tradizionale. 
2. La guida metropolitana, perché il motore dell’auto ibrida si adatta ottimamente agli spostamenti brevi all’interno del caotico traffico cittadino.
  3. La facilità di manutenzione del veicolo, inoltre, è confrontabile con quella classica a cui si è abituati a sottoporre le proprie vetture.

Meno inquinamento, più vantaggi. 

Chi sceglie un’auto ibrida, sceglie di consumare meno carburante e ridurre l’inquinamento. Un’auto ibrida aiuta a ridurre i consumi e la relativa spesa.
Infatti, uno dei vantaggi principali di un’auto ibrida è l’esenzione fiscale. L’auto mista offre dei benefici considerevoli, anche se differenti da regione a regione.
Inoltre, sono molto comode da guidare: le emissioni sonore si riducono e il motore a scoppio permette di avere buone prestazioni sulla distanza.
Riassumendo, i vantaggi di avere un’auto ibrida si possono classificare in questi punti:
Risparmio.
Il bollo di un’auto ibrida costa meno perché calcolato solo sulla potenza dei cavalli erogati dal motore termico.
Mobilità
A seconda delle ordinanze comunali, le vetture ibride sono autorizzate a passare il varco ZTL senza pagare alcun pedaggio o in una forma ridotta. Ecologia.
Le auto ibride sono ecologiche perché la CO2 rilasciata nell’ambiente è più bassa. La presenza del motore elettrico integrato limita il consumo di carburante.
Inoltre, è stato dimostrato che i guidatori delle auto ibride sono molto più rilassati rispetto a chi guida macchine tradizionali.

Di auto ibride parliamo al CPFP Viterbo via Richiello, in questa Masterclass.

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Il meccanico dei camion è donna

La storia di Natascia, 20 anni e una passione per i motori

È giovane, ha tanta passione, voglia di crescere e di imparare tutti i trucchi del mestiere: ma è donna e molti, purtroppo, avranno cestinato il suo curriculum prima di leggerlo. Magari ridendo. Ma c’è chi ha puntato su di lei e ora la ventenne Natascia è il meccanico dei camion e un punto fermo di un’officina – la O.R.M.I.A. di Fiano Romano – che nelle donne crede fermamente. Probabilmente perché al volante c’è una titolare, Alessandra Lucaroni, che sa benissimo quanto sia difficile farsi largo in un settore prettamente maschile. “Ci è arrivato il curriculum di Natascia ed ho pensato che questa è una sfida che voglio cogliere, assumere un meccanico donna e dimostrare che, con tanta passione e determinazione, lavorando duramente, anche una donna può fare questo lavoro”, ha spiegato la titolare della O.R.M.I.A.

“Inizialmente mio padre e il capofficina erano molto titubanti ma adesso, a distanza di qualche mese, si sono ricreduti. Natascia è molto determinata, ha una grande passione per questo lavoro e molta voglia di crescere e imparare tutti i segreti del mestiere”. Alla O.R.M.I.A ora lavorano undici persone e quattro sono donne: oltre alla titolare Alessandra, infatti, ci sono Cristina, da quindici anni impiegata nell’amministrazione e Debora, responsabile dell’accettazione e del magazzino. Alessandra, anche lei appassionata di camion fin da bambina, sulle orme di papà Carlo che nel 1991 ha fondato l’azienda, aspettava da tempo l’occasione per aggiungere un’altra ragazza alla sua squadra, questa volta proprio in officina. Per Natascia l’amore per i camion è sbocciato molto presto.

È al primo anno dell’Istituto Alberghiero e la giovane di Foligno si ferma spesso a osservare con interesse quello che succede in un’altra aula della stessa scuola, dove si esercitano ragazzi che diventeranno meccanici. Natascia ha già una grande passione per i motori, tanto che quando non è in classe passa molto del suo tempo in sella alla sua moto da cross, e dopo pochi mesi asseconderà la sua passione, cambiando strada. Spinta anche dagli insegnanti, Natascia lascia l’indirizzo alberghiero e si unisce al gruppo che studia i motori. Finiti gli studi, Natascia inizia subito a lavorare riparando automobili ma il suo obiettivo è più ambizioso: vuole diventare meccanico di veicoli industriali. Invia il suo curriculum a molte aziende e la prima a rispondere è Alessandra, responsabile dell’Officina O.R.M.I.A. autorizzata Scania, che assiste i clienti di una vasta area del centro Italia, che comprende Roma e un‘ampia zona intorno alla capitale. Natascia è felice di lavorare sui motori Scania, sotto la guida del capo officina Nazareno. “Si vede che sono motori fatti da chi se ne intende”, spiega Natascia. “Oltre che potenti e affidabili sono costruiti molto razionalmente.

Tutte le parti del motore si raggiungono con facilità, i tempi di intervento si riducono e noi meccanici facciamo meno fatica”. Presto la O.R.M.I.A. consentirà a Natascia di guidare da sola il furgone allestito ad officina mobile per l’assistenza 24 ore su 24 su strada. Un terreno di prova difficile che rafforzerà le competenze e il carattere di questa ragazza-meccanico targata Scania che ha l’obiettivo di migliorare ogni giorno nel suo lavoro. Natascia, con tutta la squadra O.R.M.I.A., si sta preparando a partecipare al prossimo Scania Top Team, con la speranza di arrivare fino in fondo nella gara tra le migliori squadre di meccanici Scania.

Credits: Scania

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Come funziona il motore a scoppio?

Il motore a scoppio trasforma l’energia rilasciata durante la combustione del carburante in energia meccanica. Dopo aver visto la struttura di un motore auto, esaminiamo il principio di funzionamento che è fondamentalmente lo stesso per qualsiasi motore: il combustibile viene bruciato ad alta pressione come una miscela combustibile-aria infiammabile in un’esplosione. L’improvvisa espansione mette in moto un pistone. Questo movimento viene poi veicolato agli organi di trasmissione del veicolo. Nella maggior parte delle auto, un motore a pistoni alternativi si trova tipicamente sotto il cofano in combinazione con una biella e un albero a gomiti.

motore a scoppio

La camera di combustione di un motore contiene principalmente l’ossigeno dell’aria e il carburante. La miscela carburante-aria può essere costituita da benzina, gas o gasolio finemente nebulizzati. Oltre a questo, nient’altro può entrare nella camera di combustione. Una soluzione di progettazione speciale è il sistema di depurazione dei gas di scarico attraverso la valvola EGR (ricircolo dei gas di scarico): qui i gas di scarico vengono reimmessi nelle camere di combustione per ridurre la temperatura di combustione e quindi le emissioni di ossido di azoto.

Il design a doppia parete dei motori moderni fa sì che altri combustibili si trovino nelle immediate vicinanze delle camere di combustione. Tuttavia, acqua, oli e una miscela carburante-aria troppo “ricca” (cioè troppa benzina o diesel) non devono mai entrare nei cicli di lavoro del motore, in quanto potrebbero causare danni. Il problema si riconosce dal fatto che lo scarico inizia a fumare. Anche la polvere e le altre particelle dell’aria aspirata non devono entrare nel motore, perché entrerebbero nell’olio e causerebbero l’usura del motore.

Cosa succede durante il processo di combustione in un motore?

Esistono due diversi tipi di motori a pistoni: a due tempi e a quattro tempi. Questi si differenziano ancora per i motori a benzina e diesel. La tabella seguente mostra le principali differenze in base al motore a quattro tempi.

 Motore a benzinaMotore diesel
Carburazioneformazione di miscela esterna (eccetto l’iniezione diretta)generazione di miscela interna
Accensione (o ignizione)Accensione a scintilla (candela)Autoaccensione
Compressioneda 8 a 18 bar da 30 a 50 bar 
Temperatura massima in compressioneda 400 a 600 °Cda 700 a 900 °C

I motori a quattro tempi funzionano in quattro fasi:

  1. Aspirazione
  2. Compressione
  3. Funzionamento (accensione/scoppio)
  4. Espulsione

Con il motore a benzina – tranne che per l’iniezione diretta – viene aspirata una miscela carburante-aria e con il motore diesel è aria pura. Ciascuna delle quattro fasi di lavoro si svolge in un unico ciclo (corsa del pistone con movimento verso l’alto e verso il basso, detto anche punto morto superiore e punto morto inferiore). Durante un ciclo di lavoro con i suoi quattro tempi, l’albero motore ruota così due volte. I gas freschi e i gas di scarico sono completamente separati l’uno dall’altro.

 Quattro tempi del motore a benzinaQuattro tempi del motore diesel
(1) aspirazioneLa benzina viene miscelata con l’aria, la valvola di ingresso si apre, il pistone va dal punto morto superiore (PMS) al punto morto inferiore (PMI)La valvola di ingresso si apre, l’aria fluisce all’interno, il pistone va al PMi
(2) CompressioneIl pistone passa dal PMI al PMS, la miscela aria-carburante viene compressa non appena la valvola di ingresso viene chiusaIl pistone sale, l’aria viene compressa non appena la valvola di ingresso viene chiusa, e quindi fortemente riscaldata
(3) Benzina: Ciclo di accensione
Diesel: ciclo di combustione
La miscela aria-benzina viene accesa tramite la candela, il pistone passa da PMS a PMIIl diesel viene iniettato, si accende e il pistone si sposta da PMS a PMI
(4) ScaricoIl pistone va da PMI a PMS e spinge i gas di scarico attraverso la valvola di scaricoIl pistone va da PMI a PMS e spinge i gas di scarico attraverso la valvola di scarico

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Struttura del motore auto

In precedenza abbiamo analizzato come è fatto un motore auto, ma è bene sapere che oltre alle differenti tipologie di motore, a due tempi, a quattro tempi, ad otto tempi o elettrico, è possibile scorgere, nella struttura del motore, delle differenze anche per quel che riguarda la disposizione.

Questa, infatti, può essere longitudinale cioè quando il motore è disposto perpendicolarmente all’albero finale di rotazione che aziona o più in generale è parallelamente/assialmente allo spostamento lineare generato da esso, oppure trasversale, cioè quando il motore è disposto parallelamente all’albero finale di rotazione che aziona o più in generale è perpendicolare allo spostamento lineare generato.

Parti del motore auto

Se prima abbiamo descritto alcune componenti del motore auto racchiuse all’interno del blocco motore, quali cilindri, basamento, testata ed albero motore, è bene evidenziare come per il corretto funzionamento dello stesso siano necessari anche liquidi di lubrificazione e refrigeranti per evitare che l’attrito delle componenti produca danni irreparabili e per tenere sotto controllo le temperature di esercizio.

Sono presenti quindi dei condotti che consentono la circolazione dell’acqua per il raffreddamento ed il carter, cioè  il componente dove si deposita l’olio che permette di lubrificare l’albero, i pistoni, le bielle ed altri componenti mobili del motore. Infine il motore auto vede la presenza di numerosi filtri per aria, benzina e olio, utili ad evitare che eventuali impurità possano contaminare il motore pregiudicandone la funzionalità.

Come funziona un motore  benzina

motore a benzina
motore a benzina 4 tempi

Il funzionamento di un motore benzina è regolato da 4 fasi: aspirazione, compressione, espansione e scarico. Con la prima Il pistone si muove verso il punto morto inferiore e tramite le valvole di aspirazione viene aspirata la miscela aria benzina, mentre con la seconda il pistone inverte la sua corsa comprimendo la miscela aria benzina e poco prima che raggiunga il punto morto superiore scocca la scintilla e si avvia la fase di combustione.

Con la terza fase la candela avvia l’accensione e dà il via alla combustione, mentre con la quarta inizia la fase di scarico dei gas combusti attraverso le valvole ed il pistone inverte nuovamente la sua corsa spostandosi verso il punto morto superiore.

Come funziona un motore  diesel

motore diesel
motore diesel

Rispetto al motore benzina, dove l’accensione della miscela aria – combustibile avviene per mezzo di una scintilla, nei motori diesel questa accensione avviene spontaneamente per via dell’elevata temperatura dell’aria compressa dal pistone. Nello specifico le fasi del ciclo diesel sono: aspirazione, compressione, iniezione e scarico.

Con la prima il pistone si abbassa ed aspira l’aria all’interno del cilindro tramite la valvola di aspirazione, mentre nella fasi di compressione, a seguito dell’innalzamento del pistone, l’aria viene compressa e si surriscalda.

Nella terza fase abbiamo un iniettore che spruzza minuscole gocce di gasolio e la miscela di questo con l’aria causa una esplosione spontanea che provoca l’espansione dei gas combusti e l’abbassamento del pistone.  La quarta fase vede la fuoriuscita dei gas combusti dal motore tramite la valvola di scarico grazie alla risalita del pistone.

Come funziona un motore  elettrico

motore auto elettrica
motore auto elettrica

Tutti i costruttori si sono ormai orientati verso la produzione di vetture dotate di motore elettrico così da rispettare le sempre più stringenti normative in materia di emissioni. Per il suo funzionamento viene utilizzata l’energia elettrica accumulata dalla batteria che, successivamente, viene trasformata in energia meccanica necessaria a far muovere la vettura.

L’energia elettrica accumulata dalla batteria viene trasferita al motore elettrico grazie all’inverter, cioè un dispositivo trasforma la corrente continua dell’accumulatore in corrente alternata e la invia al motore. In fase di rilascio dell’acceleratore il motore elettrico auto funge da generatore e ricarica la batteria e la stessa identica funzione si attiva in fase di frenata.

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Attrezzatura per officina, strumenti indispensabili

Chiavi, cacciaviti, compressore: quali sono gli strumenti indispensabili tra l’attrezzatura per officina che non possono mancare?

In ogni buona officina devono essere presenti utensili e attrezzature di alta qualità, resistenti al tempo e all’usura. Meccanici, carrozzieri, elettrauto o persino i semplici hobbisti hanno bisogno di contare su kit completi, prodotti di qualità e attrezzatura per officina adeguata in grado di offrire buoni risultati durante tutte le fasi di riparazione.


Un’area attrezzata e ben organizzata consente di lavorare ottimizzando i tempi. Spesso l’officina conosce ritmi molto veloci e frenetici, gli operai devono essere in grado di trovare subito l’utensile che stanno cercando; per questo motivo è importante che gli attrezzi siano posizionati con un criterio preciso. Importante quindi dotarsi di piani di lavoro, portautensili e armadietti a norma che andranno a custodire i nostri attrezzi e gli altri materiali di lavoro. Le chiavi, i martelli, il trapano, i cacciaviti, i maschi, le filiere e le pinze devono essere sempre a disposizione per l’utilizzo. Non solo, anche gli utensili per l’elettrotecnica, gli estrattori, il compressore e gli utensili pneumatici non possono mancare e devono essere di alta qualità.

Non solo officina, anche gli hobbisti meritano e possono apprezzare l’utilizzo di una buona attrezzatura per officina.

Quando si parla di attrezzatura per officina, infatti, non bisogna dimenticare che questi prodotti vengono utilizzati anche da altri utenti. Pensiamo ad esempio agli hobbisti, a chi ama dedicarsi al fai da te e si diletta nella riparazione di pezzi dei propri mezzi e decide di farlo a casa propria, in garage o in una stanza pensata per questo scopo. Per poter lavorare con buoni risultati occorre, innanzitutto, avere a disposizione uno spazio adeguato e degli strumenti di qualità in grado di offrire sicurezza e semplicità di utilizzo. Un buon piano di lavoro, un set di chiavi e di cacciaviti sufficientemente fornito, un trapano, un saldatore, una mola da banco, un cric, un compressore, martelli, pennelli, vernici, un tronchese, strumenti di misura: questi e tanti altri possono essere gli attrezzi ideali per chi vuole effettuare lavori e riparazioni nel proprio garage.

strumenti meccanico

L’importanza della qualità

Quello che conta non è soltanto l’oggetto ma anche la scelta del marchio, la sua affidabilità e la sua qualità. Spesso, specialmente per molti hobbisti, la scelta ricade su soluzioni di scarsa qualità: il rischio è quello di acquistare prodotti poco sicuri, che si rompono dopo il primo utilizzo o di acquistare oggetti superflui. Un altro grosso rischio è quello di rovinare il pezzo su cui stiamo lavorando o, banalmente, sciupare la testa del bullone con una chiave scadente. Un kit completo di alta qualità è senz’altro più costoso, ma ha una durata nel tempo che non è paragonabile ai set che si trovano a prezzo stracciato.
Ecco perché è importante investire in prodotti di livello e rivolgersi sempre a rivenditori di marchi con una buona esperienza nel settore lasciandosi consigliare gli strumenti più adatti senza prendere decisioni affrettate o fare investimenti sbagliati.

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Masterclass assemblaggio e messa in funzione di un motore

Una delle visioni che aiutano a capire il funzionamento di un’automobile e del suo cuore pulsante, il motore, è dato dall’immaginare ogni componente come un elemento in grado di svolgere un ruolo specifico. Grazie a questa premessa sarà facilissimo concepire come nel complesso il motore sia in grado di trasformare l’energia chimica del combustibile in energia meccanica trasmessa alle ruote.

Com’è fatto il motore auto

Il motore è quella componente in grado di trasformare l’energia chimica del carburante utilizzato in energia meccanica trasmessa alle ruote motrici. La parte principale del motore auto è composta dal basamento, una componente al cui interno è presente l’albero a gomiti al quale, poi, sono collegati i cilindri e la testata.

In base al numero di pistoni presenti nel motore l’albero motore presenta tanti perni ai quali sono collegati le bielle. Il collegamento tra bielle e pistoni, poi, avviene tramite lo spinotto e tutte queste componenti hanno il compito di far andare su e giù i pistoni all’interno dei cilindri.

La testata racchiude tutti gli organi meccanici per la distribuzione ed al suo interno sono presenti parte dei condotti di aspirazione e di scarico aperti e chiusi da valvole a fungo, mentre la parte superiore del motore è collegata a quella inferiore con una catena, una cinghia o una cascata d’ingranaggi.

Come funziona un motore auto

Il motore auto più diffuso in commercio è quello a quattro tempi. In questa tipologia di motore i gas vengono aspirati attraverso apposite valvole per poi essere compressi una volta che queste si sono chiuse. Con questa procedura si verifica la combustione, cioè i gas si espandono e generano una pressione che spinge verso il basso il pistone il quale agisce sulla biella che a sua volta mette in rotazione l’albero motore.

Quando il pistone risale spinge i gas fuori dalla camera attraverso le valvole di scarico e quando queste si richiudono ricomincia nuovamente il ciclo con una nuova fase di aspirazione.

Non esiste una sola tipologia di motori, ma questi possono essere suddivisi in quelli ad ad accensione comandata, dove l’innesco della combustione avviene grazie ad una scintilla, e quelli ad accensione spontanea dove la combustione avviene spontaneamente grazie alle condizioni favorevoli di pressione e di temperatura che si creano nella camera di scoppio. Questa ultima tipologia è propria dei motori diesel.

Assemblaggio e messa in funzione di un motore

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Una Masterclass sulla preparazione delle auto da competizione al CPFP Ivan Rossi di Civita Castellana

Protagonisti della Masterclass sulla preparazione delle auto da competizione, gli alunni del primo e secondo anno del corso di addetti alla riparazione dei veicoli a motore dell’istituto civitonico.

Auto da Competizione

Tito Fabrizi_Preparatore

Si è tenuta, al Centro Provinciale di Formazione Professionale Ivan Rossi di Civita Castellana, una masterclass che ha visto protagonista le auto da competizione: gli allievi del primo e secondo anno del corso di addetti alla riparazione dei veicoli a motore hanno potuto conoscere ed approfondire la preparazione delle auto impegnate nelle competizioni automobilistiche.

A tenere la lezione è stato Tito Fabrizi, preparatore delle vetture del team XC Motorsport: l’esperto capo-tecnico reatino ha illustrato agli alunni gli step di elaborazione della Mini John Cooper Works della scuderia di Civita Castellana, rispondendo con entusiasmo alle tantissime domande fatte dagli alunni, incuriositi da un’esperienza diversa dalle solite attività didattiche e di laboratorio.

L’evento di oggi è stato reso possibile grazie ad un accordo di collaborazione tra il CPFP e la XC Motorsport, nato dalla volontà dell’istituto di potenziare l’offerta formativa per aumentare sempre di più l’eccellenza del centro, che vanta un’esperienza di oltre 40 anni nell’erogazione di formazione professionale nei settori della meccanica, dei servizi per la persona( estetica e parrucchieri) e della ristorazione.

L’obiettivo di questa prima esperienza, a cui seguiranno altre iniziative anche sui campi di gara, è aumentare il coinvolgimento emozionale degli alunni, avendo come obiettivo la creazione di professionisti sempre all’avanguardia nel settore, realizzati non solo professionalmente ma anche dal punto di vista personale.

Presenti all’evento (trasmesso in streaming sui social dell’istituto) il direttore del centro Luca Crocoli, il docente Flavio Fabiani e Fabrizio Massaini, nella doppia veste di coordinatore amministrativo del centro e di pilota del team XC Motorsport.

A conclusione dell’evento, i ragazzi hanno potuto osservare da vicino la vettura da competizione, per conoscerne ogni dettaglio: un evento davvero apprezzato, che gli alunni sperano di poter replicare quanto prima.

Il Messaggero

Prima pagina 03/02/2021

Visita il CPFP ivan Rossi qui.

Guarda il video della Masterclass qui.

Masterclass Vetture da Competizione

Tito Fabrizi è titolare della Eurautocorse  S.r.l.s., Azienda specializzata nella preparazione e assistenza di auto da competizione. Preparatore da circa 25 anni di vetture da turismo che partecipano ai vari campionati Italiani ed internazionali di velocità in pista, in salita e rally, nel corso degli anni ha collezionato numerosi riconoscimenti derivati dalle vittorie raggiunte dai clienti piloti.

Attualmente ricopre anche il ruolo Direttore tecnico della ASD XC Motorsport di Civita Castellana, Team che è impegnato con due vetture nel Coppa Italia Turismo, auto che sono state protagoniste sempre ai vertici di classifica 2020 e già pronte ad affrontare il campionato 2021, sempre sotto la sua direzione tecnica.

Con gli allievi del corso Addetto alla Riparazione dei veicoli a Motore I° ANNO, tratterà come argomento la preparazione meccanica di una vettura da competizione ( motore, assetto ed elettronica). A tal fine verrà esposta una vettura da competizione da lui preparata di proprietà della ASD XC Motorsport.

Vetture da competizione

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Il Meccanico: mansioni e competenze in autofficina

Il meccanico è il tecnico addetto alla diagnostica, manutenzione e riparazione di veicoli a motore. Tradizionalmente si occupa dei componenti meccanici dei veicoli (motori, freni, trasmissioni, cinghie e pistoni) ma le sue competenze si estendono anche ai sistemi elettrici ed elettronici, che controllano il funzionamento di sterzo, ABS, sensori, GPS.

Che cosa fa il meccanico in concreto?

Quando riceve un veicolo, per esempio un’auto da riparare, il meccanico innanzitutto discute con il cliente per capire dove si trova il problema. Utilizza poi strumenti di diagnostica per svolgere test e analisi del veicolo e individuare così le cause del malfunzionamento e il tipo di intervento da effettuare.

A questo punto valuta l’entità delle riparazioni e propone un preventivo.

In accordo con il cliente il meccanico inizia quindi a lavorare sul veicolo, smontando le parti su cui deve intervenire, verificando lo stato di usura dei componenti sostituendo le parti consumate o danneggiate. Una volta completati i lavori di riparazione, rimonta tutti i pezzi e collauda il veicolo per testare la tenuta e l’efficacia dell’intervento.

Un meccanico si occupa anche della manutenzione ordinaria dei veicoli e della revisione auto, ad esempio lubrificando tutti i principali componenti meccanici, cambiando l’olio, sostituendo candele e filtri dell’aria, gonfiando ed equilibrando le ruote.

Altre attività correlate sono la rivendita di carburante o di pezzi di ricambio, riparazione dei cristalli, vendita e assistenza pneumatici, pulizia interni auto.

Quali sono gli sbocchi lavorativi per un meccanico?

Il meccanico lavora come proprietario o come dipendente di autofficinecarrozzeriecentri di riparazione e concessionarie auto. Può lavorare anche per società di autonoleggio e imprese di trasporto, dove si occupa della manutenzione ordinaria e delle riparazioni della flotta aziendale.

Il meccanico è un esperto dei veicoli e dei loro componenti: conosce le diverse tipologie di motore (motore a due o quattro tempi, motore a benzina, diesel, elettrico, ibrido…), i sistemi di accensione e spegnimento, gli impianti di trasmissione e di frenata, i sistemi di lubrificazione e raffreddamento.

Un meccanico può lavorare su qualsiasi tipo di veicolo a motore, dalle auto alle moto, dai camion ai trattori: tuttavia di frequente si specializza nella riparazione e manutenzione di una singola tipologia di mezzi (ad esempio i mezzi pesanti), per offrire un servizio più qualificato.

Per intervenire sui veicoli i meccanici utilizzano strumenti computerizzati per diagnostica auto (tester) oltre ad un gran numero di utensili manuali come chiavi e cacciaviti, manometri per il controllo pressione, trapani.

Il mestiere può presentare dei rischi, per questo in officina è importante indossare la tuta da lavoro, utilizzare i dispositivi antinfortunistici (scarpe, guanti…) e rispettare le norme per la sicurezza sul luogo di lavoro.

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Cosa fa il meccanico?

Il meccanico è il tecnico addetto alla diagnostica, manutenzione e riparazione di veicoli a motore. Tradizionalmente si occupa dei componenti meccanici dei veicoli (motori, freni, trasmissioni, cinghie e pistoni) ma le sue competenze si estendono anche ai sistemi elettrici ed elettronici, che controllano il funzionamento di sterzo, ABS, sensori, GPS.

Che cosa fa il meccanico in concreto?

Quando riceve un veicolo, per esempio un’auto da riparare, il meccanico innanzitutto discute con il cliente per capire dove si trova il problema. Utilizza poi strumenti di diagnostica per svolgere test e analisi del veicolo e individuare così le cause del malfunzionamento e il tipo di intervento da effettuare.

A questo punto valuta l’entità delle riparazioni e propone un preventivo.

In accordo con il cliente il meccanico inizia quindi a lavorare sul veicolo, smontando le parti su cui deve intervenire, verificando lo stato di usura dei componenti sostituendo le parti consumate o danneggiate. Una volta completati i lavori di riparazione, rimonta tutti i pezzi e collauda il veicolo per testare la tenuta e l’efficacia dell’intervento.

Un meccanico si occupa anche della manutenzione ordinaria dei veicoli e della revisione auto, ad esempio lubrificando tutti i principali componenti meccanici, cambiando l’olio, sostituendo candele e filtri dell’aria, gonfiando ed equilibrando le ruote.

Altre attività correlate sono la rivendita di carburante o di pezzi di ricambio, riparazione dei cristalli, vendita e assistenza pneumatici, pulizia interni auto.

Quali sono gli sbocchi lavorativi per un meccanico?

Il meccanico lavora come proprietario o come dipendente di autofficinecarrozzeriecentri di riparazione e concessionarie auto. Può lavorare anche per società di autonoleggio e imprese di trasporto, dove si occupa della manutenzione ordinaria e delle riparazioni della flotta aziendale.

Il meccanico è un esperto dei veicoli e dei loro componenti: conosce le diverse tipologie di motore (motore a due o quattro tempi, motore a benzina, diesel, elettrico, ibrido…), i sistemi di accensione e spegnimento, gli impianti di trasmissione e di frenata, i sistemi di lubrificazione e raffreddamento.

Un meccanico può lavorare su qualsiasi tipo di veicolo a motore, dalle auto alle moto, dai camion ai trattori: tuttavia di frequente si specializza nella riparazione e manutenzione di una singola tipologia di mezzi (ad esempio i mezzi pesanti), per offrire un servizio più qualificato.

Per intervenire sui veicoli i meccanici utilizzano strumenti computerizzati per diagnostica auto (tester) oltre ad un gran numero di utensili manuali come chiavi e cacciaviti, manometri per il controllo pressione, trapani.

Il mestiere può presentare dei rischi, per questo in officina è importante indossare la tuta da lavoro, utilizzare i dispositivi antinfortunistici (scarpe, guanti…) e rispettare le norme per la sicurezza sul luogo di lavoro.

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Il mestiere per gli amanti dei motori

Il meccanico è sicuramente il mestiere per gli amanti dei motori. È il professionista cui ricorriamo quando la nostra auto ha qualche problema o da un giorno all’altro ci lascia a piedi. È l’esperto che ci salva nel momento del bisogno quando non sapremmo dove mettere le mani. Il meccanico al giorno d’oggi non è solo la figura specializzata nella riparazione, manutenzione e accomodamento di automobili e motocicli, ma si sta sempre più specializzando anche nell’elettronica, componente base nei motori di oggi. Molti meccanici, inoltre, affiancano il controllo del corretto funzionamento del veicolo a quella di vendita e ricambio di pezzi e componenti dello stesso. Si tratta certamente del lavoro ideale per tutti gli appassionati di motori, e le prospettive di carriera continuano a essere molto buone, trattandosi di un tipo di professionalità particolarmente ricercata e ambita.

L’intervento di questo professionista è richiestissimo

Tra le professioni destinate a non entrare mai in crisi, troviamo quella del meccanico. Questo significa che chi sceglie di diventare meccanico, il mestiere per gli amanti dei motori, può contare su un mercato davvero florido, e ricco di opportunità. Di contro, non si tratta certamente di una professione facile. Fare il meccanico richiede infatti grandi conoscenze a livello tecnico. Le automobili, non a caso, sono dispositivi molto complessi e composti da una moltitudine di componenti. Tra le altre cose, si tratta di una professione che può portare guadagni molto elevati. Tutto dipende, ovviamente, dal grado di competenza del meccanico e dalla sua bravura nel gestire il proprio giro di clienti.

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