Come mettere il fondotinta

Come mettere il fondotinta? I segreti per applicarlo con spugna, mani o pennello.

Base – vera e metaforica del trucco – è fondamentale per ottenere un incarnato omogeneo. Perché l’effetto sia naturale, però, occorre sapere come applicare il fondotinta bene

Creare la base viso giusta, infatti, non significa solo trovare la tonalità perfetta, ma anche seguire una routine di applicazione molto precisa. Certo, perché sapere come mettere il fondotinta non è solo una questione di tecnica.

La pelle, infatti, deve essere preparata a dovere per l’applicazione del fondotinta con crema idratante e primer. Per un effetto long lasting, oltre che naturale, la base viso deve essere fissata con la cipria. 

Piccoli accorgimenti che, però, non risolvono l’atavica questione: il fondotinta si applica con le dita, la spugna o il pennello? La realtà, però, è che non esistono regole precise e la tecnica può variare. Purché il risultato sia all’insegna del motto Your face, but better. La tua faccia, purché migliore. 

Come si mette il fondotinta in modo perfetto: tecniche di base

Indipendentemente dalla texture e dal metodo scelto, per mettere bene il fondotinta si deve partire dai cinque punti cardine del viso: fronte, naso, mento e guance. L’applicazione, naturalmente, deve avvenire dal centro del volto verso l’esterno. E, se lo scopo è minimizzare le rughe, anche dal basso verso l’alto. Ad effetto lifting.

Come mettersi bene il fondotinta? Sfumando. L’effetto maschera, infatti, è il modo migliore per rovinare il risultato. Ecco perché il fondotinta deve essere sfumato fino al collo e all’attaccatura dei capelli. Usando progressivamente meno prodotto. 

Come mettere il fondotinta con le mani

Utilizzare le dita è, probabilmente, il metodo preferito dai principianti. Per sapere come mettere bene il fondotinta con le mani, infatti, non occorre l’expertise di un makeup artist. Una tecnica valida, ovviamente, solo per un fondotinta liquido. Ma ideale anche per le BB Cream. 

Per applicare il fondotinta con le dita bastano 3 passaggi:

  • Per prima cosa, è bene scaldare leggermente il prodotto tra le dita, prima di stenderlo sui punti focali del viso. 
  • Il fondotinta liquido deve essere lavorato con movimenti morbidi e leggeri, da centro del viso e dall’alto verso il basso per evitare le rughe.
  • Ultima fase, per mettere il fondotinta bene è necessario tamponare i polpastrelli sulle zone che necessitano di maggiore coprenza. Eliminando le macchie. 

La spugnette per mettere il fondotinta liquido, in crema o compatto

Se l’obbiettivo è ottenere un incarnato uniforme e coprire con precisione imperfezioni e brufoli sottopelle, il modo giusto di mettere il fondotinta è con la spunga. Proprio per questo, la beauty blender è perfetta per le texture compatte o in crema. 

In questo caso, sono il materiale e la forma della spugnetta a dettare le regole. Un materiale come il lattice, infatti, è perfetto per un trucco viso veloce. Per un effetto più leggero, invece, è bene scegliere una spugnetta naturale, da inumidire per un effetto flawless. Innovativo e instagrammabile, il silicone permettere di applicare il fondotinta senza sprechi.

La forma ideale per imparare come mettere il fondotinta come un professionista è a ovetto. In questo modo, infatti, sarà facile raggiungere zone difficili come narici, mento e punta del naso. E se l’obbiettivo è mettere fondotinta e correttore, queste beauty blender sono perfette.  

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Come mettere il fondotinta con il pennello: regole per texture liquide, compatte e in polvere

Per mettere un fondotinta compatto o in polvere serve decisamente un pennello. Alleato perfetto per un effetto coprente che faccia da base al contouring viso. A seconda della tipologia di pennello, però, è possibile ottenere effetti molto diversi. 

Un pennello a lingua di gatto, ad esempio, è lo strumento che garantisce la stesura migliore del fondotinta. Dal centro del viso, il colore deve essere semplicemente tirato verso l’esterno del volto. E picchiettato sulle zone più difficili. 

Molto diverso l’effetto dato da un pennello kabuki. Dalle setole morbide e con punta tonda, permette di mettere il fondotinta in modo molto leggero, ottenendo una copertura in stile aerografo. In tal caso, il prodotto deve essere lavorato facendo dei movimenti circolari. Il risultato, così, sarà uniforme, ma impalpabile. 

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La messa in piega

Mettere in piega i capelli significa disporre i legami ad idrogeno della struttura α-elica del capello nel modo desiderato grazie al calore che permette all’acqua di evaporare fissando la struttura α-elica; questo, infatti, permette di dare temporaneamente la forma desiderata alla chioma attraverso la spazzola o i bigodini, appunto, la messa in piega.

messa in piega

Quando i capelli vengono bagnati o vengono a contatto con l’umidità, i legami idrogeno che legano le catene α-elica delle proteine (una struttura tipica della α-cheratina dei capelli) si rompono nuovamente, de-spiralizzando la proteina e facendo quindi allungare i capelli. Questi legami si riformano non appena l’acqua evapora durante il processo di asciugatura; per questo motivo, attraverso la messa in piega possiamo fare in modo che i nuovi legami si riformino nella posizione che desideriamo.

messa in piega

Esistono diversi tipi di messa in piega a seconda del risultato che si desidera ottenere: da una capigliatura riccia ad una liscia. Viene generalmente realizzata attraverso il brushing, ossia attraverso l’utilizzo della spazzola e del phon. Infatti, se desideriamo modificare temporaneamente la forma della nostra chioma, la messa in piega è la tecnica ideale.

messa in piega
CPFP Ivan Rossi Civita Castellana

Per non danneggiare troppo il capello è bene ricordare che il calore danneggia le proteine della cuticola denaturandole. È, perciò, molto importante fare molta attenzione alla temperatura raggiunta degli strumenti utilizzati che non dev’essere troppo elevata. Per questo ragione, prima di procedere, è buona norma tamponare per bene i capelli con l’asciugamano e asciugarli grossolanamente con il phon a distanza. I capelli, all’inizio della messa in piega, devono essere appena umidi. È meglio evitare il brushing sui capelli asciutti poiché questo li rende fragili.

La spazzola

L’uso della spazzola giusta è un altro aspetto di cui tenere conto. Pettini e spazzole di cattiva qualità possono spezzare il cappello, danneggiandolo in maniera meccanica. Le migliori spazzole sono quelle in pelo di cinghiale. Per una messa in piega più efficace, in commercio esistono anche spazzole termo conduttrici: la parte in metallo si surriscalda con l’aria dell’asciugacapelli, permettendo così di fissare meglio la piega desiderata.


messa in piega
CPFP Ivan Rossi Civita Castellana

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Cotoletta alla milanese: la ricetta del secondo piatto simbolo di Milano

La cotoletta alla milanese è un secondo piatto tipico della tradizione culinaria lombarda, una pietanza simbolo della città di Milano, conosciuta in tutto il mondo e facile da preparare. Basterà scegliere il giusto taglio di carne, lombata o costoletta di vitello con l’osso, passarla nelle uova sbattute e poi nel pane grattugiato, e infine friggerle, come da tradizione, nel burro chiarificato: la cotoletta dovrà cuocere almeno 8 minuti per lato, fino a quando non sarà ben dorata.

Come preparare una cotoletta alla milanese perfetta

Eliminate il grasso esterno delle costolette e incidetele in 2-3 punti, per evitare che si arriccino in cottura. Se sono troppo alte, battetele leggermente con il batticarne. Passate le fettine prima nella farina, facendola aderire bene alla carne, e battendole con le mani per eliminare quella in eccesso. Sbattete le uova in un piatto con una forchetta, aggiungete solo il pepe e immergete ogni fettina singolarmente tenendola con l’osso, così che sia bagnata in modo omogeneo. Passatele poi immediatamente nel pane grattugiato, sistemato in un piatto ampio, e fatelo aderire alla perfezione anche nei lati, se la costoletta è alta. In una padella fate sciogliere il burro chiarificato a fiamma alta e, non appena sarà fuso, cuocete le cotolette una alla volta 8 minuti per lato, fino a quando non risulteranno ben dorate. Sollevatele delicatamente e adagiatele su un piatto ricoperto con carta paglia o carta da cucina. Salatele prima di servirle, guarnitele con spicchi di limone e gustatele accompagnate da una fresca insalata, da verdure al vapore o da patatine fritte.

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Consigli

Quando acquistate la costoletta di vitello assicuratevi che sia tagliata nel modo giusto, cioè con la carne alta quanto l’osso: dovrà essere di circa 2 cm. d’altezza. Battete poi la costoletta solo quanto basta a pareggiarla e a snervarla, ma non troppo. Le cotoletta, infatti, dovranno risultare carnose. Se le appiattite troppo, risulteranno poi troppo asciutte.

Potete passate la costoletta solo nell’uovo sbattuto e poi nel pane grattugiato, sempre facendolo aderire bene alla carne. Se volete ottenere un’impanatura più spessa e croccante, realizzate una doppia panatura, ripassando le costolette una seconda volta nell’uovo e nel pane grattugiato.

INGREDIENTI

  • COSTOLETTE DI VITELLO CON L’OSSO 4
  • PANE SECCO GRATTUGIATO 200 gr
  • UOVA 2 
  • FARINA 00 100 gr 
  • BURRO CHIARIFICATO 100 gr
  • PEPE NERO q.b. 
  • SALE q.b.

Cuocete le cotolette una alla volta 8 minuti per lato

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L’ Acconciatore è creatore d’arte e bellezza

L’acconciatore è un professionista che esprime al meglio la sua creatività e la sua fantasia, ispirato da mode e dal vissuto delle sue esperienze con una incessante voglia di affermarsi e rinnovarsi. Per questo, l’acconciatore è creatore d’arte e bellezza. È importante essere sempre aggiornati sugli ultimi ritrovati e seguire le tendenze; questo è oggi reso sempre più facile grazie ai supporti informatici a disposizione. Le competenze professionali dell’acconciatore richiedo-no varie conoscenze visive, morfologiche e chimiche, ma richiedono anche un buon senso artistico. Il continuo allenamento e aggiorna-mento permette di applicare tecniche nuove e attuali adattandole alla personalità e alla figura del cliente per migliorarne l’aspetto e nascondere i difetti.

acconciatore

In questa professione è importantissimo accogliere il cliente e far-lo sentire il più possibile a suo agio, mettendo in atto una relazione che va al di là della professione, ma che implica un rapporto umano. L’acconciatore professionista deve essere paziente davanti a clienti “difficili” senza mai perdere la calma. Il cliente che entra nel salone deve sentirsi subito ben accolto e invita-to ad accomodarsi in attesa del suo turno, offrire riviste e da bere nel caso l’attesa si prolunghi. La professionalità è anche saper rispettare gli appuntamenti presi con il cliente, organizzando il lavoro in modo tale che non vengano disattesi.

acconciatore

IGIENE PERSONALE

Entrando in contatto molto ravvicinato con il pubblico è necessario prestare un’attenzione particolare all’igiene personale, che non è solo pulizia ma anche il modo estetico di presentarsi. L’aspetto e l’abbigliamento sono parte del linguaggio non verbale. Un abbigliamento adeguato al luogo di lavoro e un aspetto curato della propria persona trasmettono al cliente un maggior senso di professionalità. Occorre sempre prestare attenzione alla sudorazione e che mani e unghie si-ano pulite e curate visto che vengono a contatto diretto con il cliente. La divisa da lavoro deve essere sempre pulita; indossare una divisa macchiata è indice di trascuratezza.

acconciatori

Acconciatori

CPFP Capranica

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ALTERAZIONI DELL’UNGHIA

  1. Alterazioni del colore. Prima di eseguire un trattamento estetico è necessario un esame accurato delle unghie. Le unghie possono subire alterazioni che ne mutano il colore, la forma e la crescita. Il colorito dell’unghia sana e normale è roseo.

Colorito rosso: quando il contorno ungueale si arrossa e si gonfia può indicare una infezione batterica o un’allergia.

Colorito bluastro o cianotico: se riguarda una sola unghia può essere la conseguenza di un trauma, ma quando riguarda tutte le unghie può essere sintomo di disturbi cardiaci o cattiva circolazione.

Colorito giallo: l’ingiallimento della lamina ungueale e l’indebolimento di essa possono essere causati dalla continua applicazione dello smalto colorato. Nei fumatori si può notare questo problema. Il colorito giallo a volte è causato da squilibri organici come itterizia, disturbi del fegato e della cistifellea.

Colorito scuro: può dipendere dal contatto con sostanze coloranti come vernici, tinte per capelli ecc., oppure da intossicazioni generali da farmaci.

Colorito verde: può dipendere da muffe (derivanti per esempio da una scorretta ricostruzione delle unghie) oppure da infezioni nel sangue e negli organi.

Colorito pallido: anemia o clorisi.

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