Tecniche di miscelazione di un cocktail

A seconda di quali e quanti ingredienti andiamo a miscelare, in base alla temperatura di servizio, seguendo regole e dettami storici che sono giunti fino a noi grazie a libri e passaparola, ogni drink avrà un suo metodo di costruzione. Sono diverse le tecniche di miscelazione di un cocktail. Di seguito elenchiamo e descriviamo brevemente, quelle più diffuse e quelle che devono essere bagaglio culturale e tecnico per qualsiasi barman.

Mixing glass

Il mixing glass (o mixer) è un bicchiere in vetro o cristallo. Per miscelare i cocktail con il mixing glass è necessario il mixing spoon, (mudler, bar spoon) o cucchiaio lungo, e filtrare il ghiaccio con lo strainer.

Lo strainer o passino è utilizzato per filtrare il ghiaccio dal mixing glass, dal boston e a volte dai bicchieri.

Nel bicchiere si preparano tutte quelle bevande miscelate che vanno sotto il nome di on the rock. La caratteristica di queste bevande è la presenza del ghiaccio in cubi.

I bicchieri più utilizzati in questo caso sono old fashioned e tumbler medio. Altri cocktail che si preparano nel bicchiere sono gli sparkling, preparati nell flûte o coppa asti, e molti long drink preparati negli highball, grandi goblet o altri bicchieri di capienza compresa tra 25 e 33 centilitri.

Miscelazione nel mixing glass

  1. porre alcuni cubetti di ghiaccio nella coppetta
  2. raffreddare il mixing glass
  3. scolare accuratamente l’acqua di fusione
  4. versare gli ingredienti
  5. miscelare velocemente e in modo energico con il mixing spoon
  6. togliere il ghiaccio dai bicchieri
  7. mescere il cocktail, filtrando il ghiaccio con lo strainer
  8. disporre l’eventuale decorazione
  9. riordinare il banco
  10. servire il cocktail

Shaker tradizionale

Lo shaker tradizionale è costituito da tre pezzi;

Base: serve a contenere ghiaccio e liquori e può essere d’acciaio o cristallo.

Cupola, o passino: si incastra sulla base e serve a trattenere il ghiaccio durante la mescita.

Cappello: è il tappo e chiude la cupola.

I tre pezzi quando sono incastrati tra loro devono garantire la perfetta chiusura, così da evitare spruzzi o sgocciolamenti durante la miscelazione.

Quando usare lo shaker o il mixing glass

L’uso di shaker o mixing glass è regolato dal tipo di prodotti che compongono il drink.

Si deve utilizzare lo shaker tutte le volte in cui la trasparenza del cocktail è preclusa dalla natura degli ingredienti o di un solo ingrediente. Gli ingredienti, utilizzati anche in piccole percentuali che richiedono lo shaker sono: succhi di frutta, spremute, sciroppi, liquori molto dolci, uovo, crema di latte.

Si usa il mixing glass quando il drink deve restare limpido e trasparente. Gli ingredienti che richiedono l’uso del mixing glass sono i vini, i vini aromatizzati come il vermut, e i vini liquorosi quali il marsala, lo sherry, il porto.

Boston shaker

Il boston shaker o shaker americano è formato da due pezzi;

  • un bicchiere d’acciaio che ha capienza maggiore ed un’apertura più larga
  • bicchiere in vetro meno capiente e con un’apertura più stretta

Per filtrare il ghiaccio, è sempre consigliabile utilizzare lo strainer. Quando si shakera la parte in acciaio può essere tenuta verso l’alto o verso il basso. Il ghiaccio può essere messo nel vetro o nel bicchiere d’acciaio.

Miscelazione nel boston shaker

  1. raffreddare i bicchieri con del ghiaccio
  2. raffreddare la parte in acciaio dello shaker
  3. versare i prodotti richiesti dalla ricetta nella parte in vetro
  4. scolare accuratamente l’acqua di fusione dalla parte d’acciaio
  5. versare la miscela nella parte d’acciaio sul ghiaccio
  6. chiudere lo shaker dando un colpetto sul bordo del vetro
  7. miscelare
  8. eliminare il ghiaccio dai bicchieri
  9. versare il cocktail nel bicchiere
  10. disporre l’eventuale guarnizione
  11. riordinare gli attrezzi
  12. servire il cocktail

Variante 1:

Raffreddare i bicchieri, introdurre e rigirare alcuni cubetti di ghiaccio nel vetro del boston ed eliminare l’acqua di fusione, versare i prodotti nel vetro e sul ghiaccio, chiudere e agitare lo shaker, togliere il ghiaccio dai bicchieri, infine, mescere il drink.

variante 2:

Raffreddare i bicchieri, introdurre il ghiaccio nella parte d’acciaio e raffreddarla girando il ghiaccio con il mixing spoon, scolare l’acqua di fusione dalla parte d’acciaio dello shaker e versare gli ingredienti sul ghiaccio nella parte in metallo. Chiudere lo shaker con il vetro, agitare lo shaker, togliere il ghiaccio dai bicchieri e mescere il drink.

Il movimento di miscelazione deve essere laterale ed avvenire all’altezza della spalla destra o sinistra. Durante la parte d’acciaio o quella in vetro, possono stare indifferentemente in alto o in basso.

On the Rock

La preparazione sul ghiaccio è un’altra tecnica di miscelazione, non solo per i cocktail che la richiedono d’ufficio, come americano o negroni, ma per qualsiasi cocktail che si vuole rendere più “leggero”,  grazie alla maggiore diluizione data dalla lenta fusione del ghiaccio.

Gli on the rocks sono drink medi, quantità 8/10 centilitri, si preparano direttamente sul ghiaccio in un bicchiere di tipo tumbler o old fashioned. Gli on the rock è preferibile servirli con un cocktail stick.

 

Miscelazione degli on the rock

Nel bicchiere di tipo old fashioned o tumbler medio:

  1. mettere il ghiaccio nel bicchiere
  2. versare direttamente i liquori sul ghiaccio
  3. disporre l’eventuale guarnizione.
  4. riordinare il banco
  5. servire il cocktail con cocktail stick corto

Per la preparazione di bevande “on the rock” di solito non si procede al raffreddamento e all’eliminazione dell’acqua di fusione. Volendo operare in modo più corretto si dovrebbe:

  1. raffreddare il bicchiere
  2. scolare l’acqua trattenendo il ghiaccio con il cucchiaio o lo strainer, in questo caso fare attenzione a non toccare l’orlo del bicchiere con le dita.
  3. versare i prodotti
  4. miscelare leggermente con uno stick
  5. inserire le guarnizioni
  6. riordinare il banco
  7. servire il cocktail con cocktail stick corto

Blender

Il blender è un frullatore elettrico utilizzato nella preparazione di bevande, come frozen e colada, in cui una componente alcolica è miscelata con frutti e ghiaccio.
Il blender deve garantire: robustezza, minimo ingombro, facilità d’innesto e pulizia.

É formato da una base, che contiene il motore, e da una campana da innestare sulla base. É preferibile che il blender abbia un motore a due velocità e un numero di giri al minuto molto elevato per garantire l’emulsione degli ingredienti in tempi brevi.

La campana deve avere una capacità di 1 o 2 litri, può essere in vetro, acciaio inox, e policarbonato. La campana del blender deve essere dotata di lame molto resistenti, capaci di frullare ed emulsionare la bevanda, e spezzare il ghiaccio.

Per garantire la durata delle lame, si consiglia, comunque, di frullare con ghiaccio in scaglie o tritato. É sempre utile premunirsi con una riserva delle componenti più a rischio d’usura o rottura: lame, guarnizione e campana.

CPFP Alberghiera Viterbo

Se vuoi saperne di più, segui la nostra diretta qui.

Scopri qui come si fa un cocktail.

Scopri come diventare barista qui.

Come preparare il cocktail perfetto? Leggi qui.

La ricetta del Mojito originale cubano, qui.

Il Mojito

Il Mojito ha origini antiche per una ragione molto semplice: è fatto con gli ingredienti più facili da reperire a Cuba: rum bianco, zucchero, hierba buena e succo di lime.

Già ai tempi del pirata Francis Drake era in uso una sorta di bevanda alcolica a base di zucchero di canna, succo di lime e rum grezzo. Questo antenato del Mojito era talmente gradito al famoso pirata che in suo onore lo chiamarono Draque, da come era affettuosamente chiamato dagli amici.

Questo semplice, tuttavia immortale, cocktail non ha solo ritemprato pirati e lupi di mare, ma è riuscito ad attraversare i secoli, seducendo personaggi leggendari come Hemingway, che lo amava alla follia e poi è giunto fino ai giorni nostri, diventando uno dei cocktail più conosciuti e apprezzati in assoluto. Ma quale è il segreto del successo di questo drink, perché il Mojito è così amato? Il motivo è molto semplice: è un drink bevibilissimo, dotato di grande equilibrio, sempre in bilico tra una tensione acida, dolcezza e il gusto tagliente della menta, con il sapore fruttato e caldo del rum a fare da collante.

Come si beve il Mojito?

Il grado alcolico del Mojito è medio, ma la sensazione alcolica al palato è leggera, camuffata dalla sua strepitosa freschezza e per questo si beve molto facilmente come aperitivo, ma anche durante il giorno, quasi come una “limonata alcolica”. È un all day cocktail, non a caso i Cubani lo bevono in ogni momento della giornata, grazie alla sua innata freschezza. Basta regolare le dosi di rum per non esagerare.

Ma a parte la storia, volete imparare a preparare un Mojito cubano come un vero barman? Ecco la ricetta originale da Cuba con amore!

Il Mojito

Ingredienti e dosi per fare il Mojito originale cubano

  • 4 Cl di rum bianco cubano
  • 3 Cl di succo di lime
  • 7 foglioline di hierba buena o menta
  • 2 cucchiai di zucchero di canna bianco raffinato
  • ghiaccio
  • Soda

Come fare il Mojito originale cubano

Il Mojito cubano, che fa parte della grande famiglia dei Julep, parte dal presupposto che si impieghi la hierba buena, molto più gentile della menta selvatica, e che questa non venga pestata selvaggiamente, ma leggermente pressata.

In un tumbler alto mettete due cucchiaini di zucchero di canna bianco e il succo di mezzo lime. Mescolate con cura, aggiungete la menta, schiacciate delicatamente (accarezzate) con il pestello e rimescolate per profumare il drink con gli oli essenziali rilasciati della menta. Aggiungete il ghiaccio, il rum e completate con una spruzzata di soda. Guarnite con un rametto di menta e una fetta di lime.

Attenzione per fare la ricetta originale cubana del Mojito criollo, che significa locale, aggiungete un tocco di Angostura.

Consigli per fare il Mojito perfetto

Non servono particolari attenzioni per preparare il Mojito cubano e non mohito, come molti scrivono erroneamente. Primo consiglio per fare un grande cocktail: mai pestare violentemente la hierba buena, ancora meno la menta, che sprigionerebbe sensazioni amare poco gradevoli. Al contrario il Mojito nasce come cocktail rinfrescante e deve avere un buon equilibrio tra dolcezza, alcol e suggestioni mentolate.

Secondo consiglio: non pestate neanche il lime con il pestello, non state preparando una caipirinha o una caipirissima, dove dovete estrarre gli oli essenziali del lime, ma la ricetta cubana del Mojito, che è molto più semplice.

Il Mojito

Quale menta si usa?

Coltivare la propria hierba buena è un obbligo per ogni amante del Mojito e non soltanto un esercizio zen per rilassarsi: con poca fatica avrete un’ottima scorta a costo e chilometro zero. Non è difficile, anche il pollice verde più lebbroso al mondo riuscirebbe a mantenere in vita una mezza dozzina di piantine di menta. Se proprio siete pigri cercate dal vostro fruttivendolo di fiducia o al mercato dei grossisti. Per concludere, il Mojito è un cocktail rinfrescante, ma soprattutto stagionale, da bere in primavera ed estate, dopo il vostro primo raccolto di hierba buena.

hierbabuena

Qual è il miglior rum per il Mojito?

Si usa un rum cubano leggero e snello, non deve essere un rum complesso o costoso come uno della Martinica, che verrebbe sprecato. Il cocktail è tutto giocato su profumi e leggerezza, quindi non servono rum corposi né alcolici e men che meno speziati. Lime, menta e la canna da zucchero sono una triade unica di sapori. Rum cubani, di Haiti, delle Barbados o di Trinidad sono perfetti grazie alla loro fruttata immediatezza: evitatate rum scuri come i Giamaicani o il Demerara.

Quanti gradi ci sono in un mojito?

Stiamo parlando di un cocktail da aperitivo o per un dopo cena rilassato, quindi un buon Mojito dovrebbe essere abbastanza leggero come gradazione alcolica e avere tra gli 11 e i 16 gradi.

La passione per creare cocktail impeccabili può essere coltivata tramite un corso barman, oppure mediante la frequenza dei corsi specifici e avanzati di decorazione e intaglio frutta, ma non prima di aver conseguito un diploma presso una Scuola di Formazione Professionale.

Come si fa un cocktail? Leggi qui.

Preparare il cocktail perfetto. Leggi qui.