Lo smalto semipermanente

Per unghie sempre curate sia delle mani che dei piedi, non può mancare lo smalto semipermanente, alleato prezioso di ogni donna.

Le mani sono molto spesso un vero e proprio biglietto da visita e lo stesso vale per le unghie: delle belle mani, morbide e senza callosità, con unghie curate ed esaltate magari da una passata di smalto e una buona manicure fanno subito un’ottima impressione. Lo stesso discorso ovviamente vale per i piedi che, soprattutto in estate, diventano veri e propri protagonisti.
Per le donne poi le unghie sono spesso anche un vero e proprio vanto: curarle, dargli la forma che si desidera e colorarle a seconda dell’outfit o della moda del momento è una delle cose che ci fa sentire sempre in ordine e alla moda.

Ormai da più di qualche anno si è diffusa la moda dello smalto semipermanente: l’unico modo per avere unghie sempre perfette, senza dover ricorrere uno giorno sì e uno no, a smalti e acetone.
Lo smalto permanente ha una durata che varia a seconda di una serie di fattori, in primis la velocità di crescita delle unghie che, ricordiamo, è sempre maggiore per le unghie delle mani e meno per quelle dei piedi.
Per mani e piedi sempre curati e del colore che si preferisce dunque lo smalto semipermanente è la soluzione ideale, consigliato soprattutto a chi non ha molta dimestichezza con smalti & co. o non ha il tempo di dedicarsi a una manicure o pedicure casalinga frequente, ma desidera comunque unghie curate.

Smalto semipermanente durata: ogni quanto occorre fare il ritocco

La durata dello smalto semipermanente è una delle prime motivazioni che spinge a ricorrere a questa pratica estetica: soprattutto prima di partire per le vacanze o prima di iniziare una nuova stagione lavorativa, ricorrere allo smalto semipermanente mette al riparo da unghie poco curate o anonime, regalando un bel colore per parecchio tempo e senza pensieri.

Quanto dura però effettivamente lo smalto semipermanente?

Trattandosi di un prodotto fotoindurente in gel, una via di mezzo tra la ricostruzione in gel e il comune smalto, si può applicare su unghie naturali o su unghie ricostruite e si può stendere a casa oppure dall’estetista e dunque la durata dipenderà anche da questi fattori. La durata è genericamente di 3 settimane, quindi decisamente più lunga rispetto al normale smalto per unghie. Naturalmente questa è la durata media considerata anche sulla normale velocità di crescita delle unghie delle mani, mentre per i piedi i tempi potrebbero allungarsi anche fino al mese.

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I passaggi della manicure professionale

Vediamo in cosa consiste la manicure dall’estetista e quali sono i passaggi della manicure professionale classica. I passaggi di cui parleremo di seguito vengono proposti in caso di mani e unghie che non presentano problemi, sane, forti e ben idratate.

Ogni caso è diverso: se le tue unghie hanno particolari patologie o problematiche trattabili con un intervento estetico, l’estetista realizzerà un trattamento curativo apposito.

Valutazione dello stato di salute della tua mano

Come prima cosa lo stato delle unghie e della pelle delle mani viene valutato e controllato per capire quale intervento proporre.
Se non ci sono problemi, l’estetista comincia la sua manicure disinfettando le mani, applicando una soluzione antimicotica per garantire la massima igiene e prevenire la presenza di batteri. Questo è il primo step della tua manicure con cui si comincia a predisporre le mani e la mente ad un trattamento piacevole e rilassante.

Curare e ammorbidire le cuticole

È il momento della rimozione delle cuticole, quelle antiestetiche pellicine che si formano sul contorno dell’unghia. Se non sono presenti infezioni o patologie, l’estetista inizierà a eliminare le cuticole con un impacco idratante e ammorbidente con olio, ripulendo così la base dell’unghia e respingendo le pellicine con un attrezzo sterilizzato. Vengono poi rimosse tutte le impurità che si formano sotto le unghie.

Taglio e limatura delle unghie

A questo punto le unghie vengono preparate per essere limate. La limatura permette di dare alle unghie la forma desiderata. Per raggiungere la lunghezza che si vuole ottenere, oltre alla lima si possono utilizzare forbicine o tronchesine. Una brava estetista saprà utilizzare al meglio tutti gli attrezzi per ottenere una limatura perfetta e regolare, lavorando con cura per evitare che le unghie si rompano, scheggino o che siano sottoposte a stress.
La nail art propone ogni anno forme diverse per la tua manicure: unghie a mandorla, squadrate, corte o a punta. Le nostre estetiste concorderanno con te forma, lunghezza e decorazione delle unghie prima di cominciare il trattamento.

Applicazione dello smalto classico o semipermanente

L’unghia ora è pronta per l’applicazione dello smalto. Puoi scegliere tra un nude look, naturale e raffinato, con uno smalto trasparente o nuance tenui che richiamano la tonalità della tua pelle, oppure uno smalto classico nel tuo colore preferitoun gel unghie o decorazioni fashion per unghie ispirate alle ultime tendenze della nail art.
Tra i trattamenti smalto unghie è molto apprezzato lo smalto semipermanente, che dura circa tre settimane, dà lucentezza e colore all’unghia e possiede anche una funzione protettiva, prevenendo la rottura delle unghie e mantenendole sane e forti. Questa è un’ottima soluzione per avere sempre mani in ordine.
Un altro grande must della nail art è la french manicure, una decorazione unghie che continua ad essere di moda e si rinnova con motivi decorativi e nuance particolari di anno in anno.

Leggi qui in cosa consiste la manicure dall’estetista.

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La manicure dall’estetista

Le mani sono il primo biglietto da visita. Prendersi cura delle proprie mani è importante. Una manicure in ordine e creativa è un vero accessorio di bellezza. Avere mani e unghie curate, sane e esteticamente perfette è fondamentale per sentirsi sempre a posto e sicure di sé.

Il significato di manicure è semplice: consiste nel prendersi cura delle proprie mani. Questo non vuol dire semplicemente limare una volta ogni tanto le unghie o passare uno smalto fashion, piuttosto si riferisce a una serie di passaggi per la cura completa e il benessere profondo di mani e unghie.

Cosa fa l’estetista e cosa puoi fare prenotando una manicure? Se le tue unghie sono sane e il tuo obiettivo è quello di rendere le mani più belle, allora puoi optare per una manicure estetica.

Se invece hai dei piccoli problemi alle unghie, l’estetista si concentrerà su una manicure curativa per recuperare la bellezza naturale delle mani, con massaggi e prodotti idratanti, eliminando callosità e cuticole secche. Un’estetista seria e competente lavorerà sempre integrando i due tipi di manicure, assicurandosi che le tue unghie siano sane e abbiano un bell’aspetto.

Manicure estetica: smalto e trattamenti per rendere belle le tue mani

Cos’è la manicure estetica e come riesce a rendere le tue mani curate e piacevoli da guardare? L’obiettivo di una buona manicure estetica è quello di avere unghie curate, in salute e raffinate. L’estetista combinerà sempre benessere e estetica proponendoti trattamenti di bellezza come l’applicazione di uno smalto classico o semipermanente, con i colori più trendy, la limatura delle unghie per dargli una forma particolare o una lavorazione di routine, accorciando le unghie e rimuovendo le cuticole secche.

Un’estetista professionista ha sempre a cuore la salute delle tue mani, per questo prima di proporre un trattamento specifico, come ad esempio una ricostruzione unghie gel, si assicurerà sempre che sia quello più adatto alle tue mani.

Manicure curativa: elimina cuticole secche e altri piccoli fastidi

Una manicure curativa è necessaria quando le unghie non sono perfettamente in salute ma sono deboli, danneggiate o si spezzano facilmente a causa dell’onicofagia o di una alimentazione poco corretta.

Se le tue mani appaiono disidratate o screpolate, la tua pelle non è lucida e liscia ma presenta piccole callosità, una manicure curativa è la soluzione ideale. Un buon trattamento curativo, con creme idratanti e un prodotto rinforzante risolverà questi piccoli problemi che non necessitano dell’intervento di un medico specialista.

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Auto ibrida: una scelta ecologica.

Il mercato delle macchine è in continua evoluzione, e l’auto ibrida è una parte importante del futuro dell’automobilismo, è una scelta ecologica, tanto che il suo trend è in continua crescita in tutta Europa.
Il passaggio alla tecnologia ibrida è incentivato anche dai governi e dalle amministrazioni regionali. Chi sceglie un’auto ibrida può beneficiare di agevolazioni, spesso molto vantaggiose, come l’esenzione dal Bollo.
La convenienza di un’auto ibrida si misura anche in termini di incentivi statali e agevolazioni, come la possibilità di accedere liberamente e gratuitamente nelle ZTL e di bypassare i blocchi del traffico, a seconda della zona di residenza. 
Questi premi esistono per incentivare l’utilizzo dell’ibrido, perché nelle vetture ibride il motore elettrico affianca il tradizionale propulsore alimentato a benzina o a gasolio, permettendo un risparmio significativo in termini di carburante.
 Un veicolo ibrido, infatti, è un’auto che salvaguarda l’ambiente, riducendo i consumi e l’emissione di C02 rispetto alle automobili tradizionali.

Una tecnologia pulita ed ecologica

Per chi vuole rispettare l’ambiente, riducendo i consumi e l’emissione di gas inquinanti, l’auto ibrida è la scelta perfetta.
Questo perché il suo motore a combustione interna è supportato da un motore elettrico. Questo permette di trasformare l’energia di natura chimica del carburante in energia cinetica, caricare la batteria del motore elettrico, e recuperare energia durante la frenata rigenerativa. La tecnologia ibrida, inoltre, non riguarda solo l’aspetto ambientale, ma assicura anche un risparmio in termini economici.

 Guidare un’auto ibrida non significa solo dare un forte contributo alla riduzione delle emissioni di CO2, ma anche ottenere diversi vantaggi:
1. L’abbattimento dell’inquinamento acustico, perché le emissioni sonore del motore ibrido sono molto più basse di quello tradizionale. 
2. La guida metropolitana, perché il motore dell’auto ibrida si adatta ottimamente agli spostamenti brevi all’interno del caotico traffico cittadino.
  3. La facilità di manutenzione del veicolo, inoltre, è confrontabile con quella classica a cui si è abituati a sottoporre le proprie vetture.

Meno inquinamento, più vantaggi. 

Chi sceglie un’auto ibrida, sceglie di consumare meno carburante e ridurre l’inquinamento. Un’auto ibrida aiuta a ridurre i consumi e la relativa spesa.
Infatti, uno dei vantaggi principali di un’auto ibrida è l’esenzione fiscale. L’auto mista offre dei benefici considerevoli, anche se differenti da regione a regione.
Inoltre, sono molto comode da guidare: le emissioni sonore si riducono e il motore a scoppio permette di avere buone prestazioni sulla distanza.
Riassumendo, i vantaggi di avere un’auto ibrida si possono classificare in questi punti:
Risparmio.
Il bollo di un’auto ibrida costa meno perché calcolato solo sulla potenza dei cavalli erogati dal motore termico.
Mobilità
A seconda delle ordinanze comunali, le vetture ibride sono autorizzate a passare il varco ZTL senza pagare alcun pedaggio o in una forma ridotta. Ecologia.
Le auto ibride sono ecologiche perché la CO2 rilasciata nell’ambiente è più bassa. La presenza del motore elettrico integrato limita il consumo di carburante.
Inoltre, è stato dimostrato che i guidatori delle auto ibride sono molto più rilassati rispetto a chi guida macchine tradizionali.

Di auto ibride parliamo al CPFP Viterbo via Richiello, in questa Masterclass.

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Come mettere il fondotinta

Come mettere il fondotinta? I segreti per applicarlo con spugna, mani o pennello.

Base – vera e metaforica del trucco – è fondamentale per ottenere un incarnato omogeneo. Perché l’effetto sia naturale, però, occorre sapere come applicare il fondotinta bene

Creare la base viso giusta, infatti, non significa solo trovare la tonalità perfetta, ma anche seguire una routine di applicazione molto precisa. Certo, perché sapere come mettere il fondotinta non è solo una questione di tecnica.

La pelle, infatti, deve essere preparata a dovere per l’applicazione del fondotinta con crema idratante e primer. Per un effetto long lasting, oltre che naturale, la base viso deve essere fissata con la cipria. 

Piccoli accorgimenti che, però, non risolvono l’atavica questione: il fondotinta si applica con le dita, la spugna o il pennello? La realtà, però, è che non esistono regole precise e la tecnica può variare. Purché il risultato sia all’insegna del motto Your face, but better. La tua faccia, purché migliore. 

Come si mette il fondotinta in modo perfetto: tecniche di base

Indipendentemente dalla texture e dal metodo scelto, per mettere bene il fondotinta si deve partire dai cinque punti cardine del viso: fronte, naso, mento e guance. L’applicazione, naturalmente, deve avvenire dal centro del volto verso l’esterno. E, se lo scopo è minimizzare le rughe, anche dal basso verso l’alto. Ad effetto lifting.

Come mettersi bene il fondotinta? Sfumando. L’effetto maschera, infatti, è il modo migliore per rovinare il risultato. Ecco perché il fondotinta deve essere sfumato fino al collo e all’attaccatura dei capelli. Usando progressivamente meno prodotto. 

Come mettere il fondotinta con le mani

Utilizzare le dita è, probabilmente, il metodo preferito dai principianti. Per sapere come mettere bene il fondotinta con le mani, infatti, non occorre l’expertise di un makeup artist. Una tecnica valida, ovviamente, solo per un fondotinta liquido. Ma ideale anche per le BB Cream. 

Per applicare il fondotinta con le dita bastano 3 passaggi:

  • Per prima cosa, è bene scaldare leggermente il prodotto tra le dita, prima di stenderlo sui punti focali del viso. 
  • Il fondotinta liquido deve essere lavorato con movimenti morbidi e leggeri, da centro del viso e dall’alto verso il basso per evitare le rughe.
  • Ultima fase, per mettere il fondotinta bene è necessario tamponare i polpastrelli sulle zone che necessitano di maggiore coprenza. Eliminando le macchie. 

La spugnette per mettere il fondotinta liquido, in crema o compatto

Se l’obbiettivo è ottenere un incarnato uniforme e coprire con precisione imperfezioni e brufoli sottopelle, il modo giusto di mettere il fondotinta è con la spunga. Proprio per questo, la beauty blender è perfetta per le texture compatte o in crema. 

In questo caso, sono il materiale e la forma della spugnetta a dettare le regole. Un materiale come il lattice, infatti, è perfetto per un trucco viso veloce. Per un effetto più leggero, invece, è bene scegliere una spugnetta naturale, da inumidire per un effetto flawless. Innovativo e instagrammabile, il silicone permettere di applicare il fondotinta senza sprechi.

La forma ideale per imparare come mettere il fondotinta come un professionista è a ovetto. In questo modo, infatti, sarà facile raggiungere zone difficili come narici, mento e punta del naso. E se l’obbiettivo è mettere fondotinta e correttore, queste beauty blender sono perfette.  

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Come mettere il fondotinta con il pennello: regole per texture liquide, compatte e in polvere

Per mettere un fondotinta compatto o in polvere serve decisamente un pennello. Alleato perfetto per un effetto coprente che faccia da base al contouring viso. A seconda della tipologia di pennello, però, è possibile ottenere effetti molto diversi. 

Un pennello a lingua di gatto, ad esempio, è lo strumento che garantisce la stesura migliore del fondotinta. Dal centro del viso, il colore deve essere semplicemente tirato verso l’esterno del volto. E picchiettato sulle zone più difficili. 

Molto diverso l’effetto dato da un pennello kabuki. Dalle setole morbide e con punta tonda, permette di mettere il fondotinta in modo molto leggero, ottenendo una copertura in stile aerografo. In tal caso, il prodotto deve essere lavorato facendo dei movimenti circolari. Il risultato, così, sarà uniforme, ma impalpabile. 

E un tocco di fard!

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Ceretta, dieci cose da sapere

La ceretta è il tipo di depilazione più semplice e veloce per avere gambe perfettamente lisce a lungo, ma se siete ai primi appuntamenti con l’estetista ecco dieci cose da sapere bene.

Tempo di andare al mare, tempo di fare (o a farsi fare) la ceretta. Se d’inverno, infatti, molte ragazze, per pigrizia o mancanza di tempo, rinunciano alla depilazione o si affidano a creme e lametta, d’estate, per avere una pelle liscia e vellutata a lungo, è necessario ricorrere al fatidico strappo.

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1. Controllare la lunghezza del pelo

Affinché la ceretta sia efficace ed abbia il risultato sperato, il pelo deve essere lungo almeno come un quarto del pollice; per raggiungere questa lunghezza, occorrerà attendere almeno una settimana dalla depilazione con lametta, almeno 20 giorni dall’ultima ceretta. Certo, questi numeri non possono essere precisi, poiché la crescita del pelo cambia da persona a persona. 

2. Andare dall’estetista con le idee chiare

Se non sei pratica di ceretta fai-da-te, recati in un centro estetico con le idee chiare sul tipo di depilazione che desideri fare: se, oltre alla gamba, vuoi depilare anche l’inguine, se vuoi una depilazione molto scosciata o addirittura totale, se oltre alle gambe devi depilare anche ascelle, sopracciglia, interno glutei, baffetti dovrai dirlo subito. L’estetista, infatti, ha bisogno di sapere bene dove intervenire, anche per calcolare i tempi del lavoro.Siate chiare, appena entrate o, meglio ancora, quando prendete appuntamento per telefono.

3. Evita di fare la ceretta durante il ciclo (o poco prima)

Durante il ciclo mestruale la soglia del dolore è un po’ più bassa del solito, quindi i dolori della ceretta saranno accentuati. Dunque, a meno che non si tratti di un’emergenza, evita di fare la cera in questo periodo del mese. Ti basterà posticipare di qualche giorno il tuo appuntamento per sentirti già meglio.

4. Fai uno scrub per sentire meno dolore

Se vuoi soffrire il meno possibile durante la ceretta, prepara la pelle alla depilazione con un esfoliante delicato: puoi prepararlo anche a casa a base di zucchero, miele e yogurt. Stendi lo scrub sulla parte da depilare massaggiando con movimenti circolari, insisti soprattutto nelle zone dove la pelle è più dura e poi risciacqua con l’aiuto di una spugnetta. Anche i peli incarniti, quelli che stanno per nascere, grazie allo scrub, usciranno e saranno visibili all’estetista per uno strappo efficace.

Ceretta braccia

5. Cerca di essere regolare

Riuscire a fare la ceretta periodicamente, con una certa regolarità (ad esempio ogni 2 mesi, 2 mesi e mezzo), abitua la pelle allo strappo, allevia il dolore e con il tempo può anche rallentare la ricrescita del pelo. Il sogno di tutte noi ragazze!

6. Non fare la ceretta dopo aver bevuto

Se hai appena bevuto un drink alcolico – che sia un cocktail, una birra o un bicchiere di vino – meglio evitare di fare la ceretta: l’alcol, infatti, è un vasodilatatore e aumenta il rischio di sanguinamento durante lo strappo.

7. Porta con te delle salviette rinfrescanti

Se prima della ceretta non avrai tempo di fare una doccia, rinfresca la parte che dovrai depilare con delle salviette rinfrescanti, oppure chiedile nel tuo centro estetico. Ricordati, però, di non applicare mai una crema idratante sulla parte da depilare, poco prima della ceretta, altrimenti la striscia non aderirà come dovrebbe.

8. L’ideale è depilarsi il pomeriggio

La ceretta non va fatta a qualsiasi ora. Lo sapevi? La mattina, infatti, la pelle è poco elastica e rende più difficile la depilazione, nonché più dolorosa. Molto meglio prendere appuntamento nel pomeriggio.

9. Cosa fare se soffri di fragilità capillare

Le ragazze che soffrono di fragilità capillare dovranno preferire la ceretta a freddo a quella classica a caldo, mentre coloro che soffrono di vene varicose dovranno proprio evitare questo tipo di depilazione e optare per lametta, silk epil o chiedere informazioni sui metodi di depilazione definitiva.

10. Se avete sempre usato il rasoio la ceretta sarà più dolorosa

Se siete delle fedelissime della lametta, per voi la prima ceretta sarà tutt’altro che piacevole. Il rasoio, infatti, se usato a lungo, indurisce il pelo e rende più doloroso lo strappo e la cera meno efficace.

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Il meccanico dei camion è donna

La storia di Natascia, 20 anni e una passione per i motori

È giovane, ha tanta passione, voglia di crescere e di imparare tutti i trucchi del mestiere: ma è donna e molti, purtroppo, avranno cestinato il suo curriculum prima di leggerlo. Magari ridendo. Ma c’è chi ha puntato su di lei e ora la ventenne Natascia è il meccanico dei camion e un punto fermo di un’officina – la O.R.M.I.A. di Fiano Romano – che nelle donne crede fermamente. Probabilmente perché al volante c’è una titolare, Alessandra Lucaroni, che sa benissimo quanto sia difficile farsi largo in un settore prettamente maschile. “Ci è arrivato il curriculum di Natascia ed ho pensato che questa è una sfida che voglio cogliere, assumere un meccanico donna e dimostrare che, con tanta passione e determinazione, lavorando duramente, anche una donna può fare questo lavoro”, ha spiegato la titolare della O.R.M.I.A.

“Inizialmente mio padre e il capofficina erano molto titubanti ma adesso, a distanza di qualche mese, si sono ricreduti. Natascia è molto determinata, ha una grande passione per questo lavoro e molta voglia di crescere e imparare tutti i segreti del mestiere”. Alla O.R.M.I.A ora lavorano undici persone e quattro sono donne: oltre alla titolare Alessandra, infatti, ci sono Cristina, da quindici anni impiegata nell’amministrazione e Debora, responsabile dell’accettazione e del magazzino. Alessandra, anche lei appassionata di camion fin da bambina, sulle orme di papà Carlo che nel 1991 ha fondato l’azienda, aspettava da tempo l’occasione per aggiungere un’altra ragazza alla sua squadra, questa volta proprio in officina. Per Natascia l’amore per i camion è sbocciato molto presto.

È al primo anno dell’Istituto Alberghiero e la giovane di Foligno si ferma spesso a osservare con interesse quello che succede in un’altra aula della stessa scuola, dove si esercitano ragazzi che diventeranno meccanici. Natascia ha già una grande passione per i motori, tanto che quando non è in classe passa molto del suo tempo in sella alla sua moto da cross, e dopo pochi mesi asseconderà la sua passione, cambiando strada. Spinta anche dagli insegnanti, Natascia lascia l’indirizzo alberghiero e si unisce al gruppo che studia i motori. Finiti gli studi, Natascia inizia subito a lavorare riparando automobili ma il suo obiettivo è più ambizioso: vuole diventare meccanico di veicoli industriali. Invia il suo curriculum a molte aziende e la prima a rispondere è Alessandra, responsabile dell’Officina O.R.M.I.A. autorizzata Scania, che assiste i clienti di una vasta area del centro Italia, che comprende Roma e un‘ampia zona intorno alla capitale. Natascia è felice di lavorare sui motori Scania, sotto la guida del capo officina Nazareno. “Si vede che sono motori fatti da chi se ne intende”, spiega Natascia. “Oltre che potenti e affidabili sono costruiti molto razionalmente.

Tutte le parti del motore si raggiungono con facilità, i tempi di intervento si riducono e noi meccanici facciamo meno fatica”. Presto la O.R.M.I.A. consentirà a Natascia di guidare da sola il furgone allestito ad officina mobile per l’assistenza 24 ore su 24 su strada. Un terreno di prova difficile che rafforzerà le competenze e il carattere di questa ragazza-meccanico targata Scania che ha l’obiettivo di migliorare ogni giorno nel suo lavoro. Natascia, con tutta la squadra O.R.M.I.A., si sta preparando a partecipare al prossimo Scania Top Team, con la speranza di arrivare fino in fondo nella gara tra le migliori squadre di meccanici Scania.

Credits: Scania

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Come pulire e lavare i pennelli e le spugnette da trucco

Nel make up per un risultato perfetto nessun accessorio deve essere trascurato. Vediamo allora come pulire i pennelli da trucco e come lavare le spugnette.

È importante dedicare molta attenzione agli accessori che ti servono per truccarti tutti i giorni, sia per un fatto igienico che di praticità. Devi sempre pulire i pennelli del trucco e le spugnette perché sono degli oggetti che usi sul tuo viso e lasciarli sporchi vuol dire – oltre che rovinare i tuoi accessori – rischiare di portare polvere e batteri su parti molto delicate del viso, come gli occhi e la bocca. Se la tua pelle è sensibile, poi, potresti andare incontro anche ad irritazioni ed infezioni cutanee.

Come pulire e lavare i pennelli e le spugnette da trucco

Come pulire i pennelli trucco con tecniche fai da te

Lo sappiamo che pulire gli accessori è una faccenda noiosa, ma non rimandare troppo! Per farlo in modo veloce segui i nostri semplici consigli. Se vuoi lasciare da parte l’alcool o i solventi, entra anche tu nel fantastico mondo dei saponi! Ti consigliamo di affidarti a prodotti di uso comune, se vuoi evitare costosi detergenti specifici. Evita i balsami, perché ammorbidiscono troppo le setole e impediscono al make up in polvere di aderire bene al pennello! In molte si affidano a prodotti che puoi trovare tranquillamente anche in casa tua.

Pulire pennelli da trucco con setole naturali

Prendi i tuoi pennelli ed inizia a strofinare delicatamente le setole con un composto formato da acqua e sapone. Cerca di non aprire troppo le setole, per non rovinare i pennelli ma – qualora fossero molto sporchi – potresti anche metterli in ammollo in un recipiente. Fai attenzione a non far bagnare anche il manico e l’attaccatura del pennello, perché potrebbero rovinarsi. Alla base ci sono – infatti – delle colle che tengono insieme le setole. Evita il contatto diretto con l’acqua, così non corri il rischio che si stacchino.

Come pulire e lavare i pennelli e le spugnette da trucco

Pulire le spugnette da trucco

Passiamo adesso a un altro accessorio molto importante: le spugnette per il trucco. Ecco come lavarle e averne la massima cura. La prima raccomandazione è lavarle quotidianamente perché è importante che non rimangano residui di trucco vecchio. Se proprio non riesci a lavarle tutti i giorni, cerca di averne a disposizione più di una. In questo modo riuscirai ad usare sempre una spugna pulita, lavando le altre almeno una volta a settimana. Le spugnette che richiedono maggiore attenzione sono soprattutto quelle usate per stendere il fondotinta. La composizione di quest’ultimo permette al trucco di infilarsi tra le fibre facendo proliferare batteri e sostanze che andrebbero a chiudere i tuoi pori. Il rischio d’infezioni e irritazioni è sempre dietro l’angolo se non sai come pulire le spugne del trucco in modo corretto.

Come pulire e lavare i pennelli e le spugnette da trucco

Mettile in una bacinella con un po’ d’acqua calda, così si sgrasseranno meglio e aggiungi un detergente specifico delicato per essere sicura di togliere anche lo sporco più ostinato. Sulle spugnette bianche in lattice spesso rimangono tracce di fondotinta dure da mandare via. In questo caso, puoi spruzzare direttamente sulla spugna una piccola quantità di sgrassatore e strofinare con i pollici per togliere lo sporco. Risciacqua con abbondante acqua e lascia asciugare – come al solito – lontano da fonti di calore dirette. Tieni però a mente che l’utilizzo dello sgrassatore va bene per una pulizia straordinaria, ma non per quella quotidiana o settimanale. A lungo andare – infatti – lo sgrassatore potrebbe rovinare la tua spugnetta in lattice. Opta sempre per un sapone delicato!

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Alchimia e Spagiria nell’Estetica

La Spagiria è un’antica disciplina alchemica nata nel XV secolo il cui nome deriva da due parole del greco antico: páō, (che significa “separare” o “dividere”) e ageiro (che significa “riunire”). Il termine fu coniato da Paracelso, un medico svizzero, ritenuto il padre della Spagiria, che basò i suoi studi innovativi sulla convinzione che la salute è il risultato di un perfetto equilibrio di forze sottili e che le malattie sopraggiungono quando si formano delle alterazioni alle frequenze dei campi magnetici che compongono le cellule dell’organismo. 

La Spagiria si basa su un particolare metodo di creazione delle tinture madri: vengono estratte le frequenze energetiche delle piante e creati dei prodotti fitoterapici a base d’acqua in grado di trasportare le informazioni frequenziali delle piante laddove si sia manifestato un disequilibrio per ripristinare quindi la funzionalità di un tessuto o di un organo.

La parola “Alchimia” sembra derivare da “Al” (Dio) e “Chimia” (Chimica) e quindi la “Chimica di Dio”, che dona a questa materia una connotazione, persa nella moderna farmacologia, di spiritualità nella materia. L’Alchimia studia le cause dello squilibrio cercando di debellarlo alla fonte, utilizza il pensiero pre-logico che è più ricco di quello logico in quanto comprende l’uso dell’analogia, dei simboli e degli archetipi che sono le forme immateriali che causano la materialità.

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Come vengono scelte le piante per preparare un rimedio spagirico?

In Spagiria non c’è coltivazione, la raccolta viene fatta esclusivamente su piante spontanee, cresciute nel bosco o nei campi, nel loro perfetto habitat che rispecchia il terreno su cui si forma lo squilibrio. Ogni preparazione spagirica contiene la forza guaritrice delle piante usate, sfrutta la loro potenza medicinale ed integra le varie componenti dopo un processo di separazione e di purificazione. Ogni pianta usata per le preparazioni spagiriche ha un suo carattere con cui entrare in relazione, è considerata nella sua interezza e nella sua individualità che analogicamente deve corrispondere alla persona sulla quale si agisce. 

Nell’Estetica Alchemica Spagirica, si studia il significato olistico di ogni parte del corpo così da offrire durante i trattamenti un sostegno efficace.

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Si impara a scegliere quali prodotti vadano usati considerando le effettive esigenze del cliente e comprendendo il potere della pianta che lo compone. Attraverso nuove tecniche di manipolazione e sequenze di massaggio (specifiche per il viso e per il corpo) si può direzionare il tocco e supportare con esso le necessità del cliente.

Ne parleremo nella Masterclass di mercoledì 14 aprile 2021, al CPFP Viterbo via Richiello con Simona Bernardo, professionista di estetica e benessere.

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Le sopracciglia perfette

Sembra essere divenuta l’ultima ossessione delle donne ma non solo adesso anche gli uomini. Ossessione che ha delle fondamenta molto solide: tutti noi, osservando un bel viso, possiamo essere ammaliati dal suo sguardo. 
In fondo è risaputo: lo sguardo è la principale arma di seduzione e dare la forma giusta alle sopracciglia può esaltare la profondità dello sguardo fino a renderlo magnetico. Le sopracciglia perfette!

 
Avere sopracciglia perfette 

     Le sopracciglia danno vita e armonia al nostro viso ma principalmente al nostro sguardo. É importante sapere che per ogni viso esiste le sopracciglia perfette! Come si fa a scoprire qual è la forma delle sopracciglia più adatte alla tua cliente? 

    La risposta si nasconde in una materia che molti sottovalutano: il design sopracciglia.

    Il design di sopracciglia è la matematica della armonia applicata sul viso che va a osservare e rispettare parametri come forma del viso dimensioni e lunghezze di occhi, naso, labbra e punti di riferimenti come condotto lacrimale, iride o pupilla (a seconda della curvatura), coda dell’occhio, tubercolo del trago o incisura intertragica dell’orecchio. La prima cosa da capire e che forma di viso ha la tua cliente.  

    Una volta che hai individuato la forma del viso il prossimo passo e definire le misure del sopracciglio. L’inizio del sopracciglio per trovarlo dovrete fare una linea retta tra due punti. Angolo del naso e condotto lacrimale questi punti potranno essere rivalutati in casi particolare come occhi tropo vicini o tropo lontani naso tropo largo o tropo lungo.

Punto A della figura

   Per trovare il punto giusto di curvatura del sopracciglio dovrai osservare l’angolo della narice e pupilla o l’iride dell’occhio.

Questo per che? Per che se scegliete pupilla il sopracciglio risulterà più curvato invece nel caso della l’iride il sopracciglio vera meno curvato.

Punto B della figura        La fine del sopracciglio per trovarlo non ci sono varianti basta osservare come punto di partenza arco del cupido, angolo della narice e fine dell’occhio.

Punto della figura    La punta della coda del sopracciglio deve trovarsi sempre sopra o adiacente l’asse orizzontale D, mai sotto.

 Punto D della figura     La coda del sopracciglio deve indicare un punto di preciso che può essere il tubercolo del trago o l’incisura intertragica dell’orecchio questo sarà scelto in base alla forma del viso della cliente  

 Esiste un parametro per calcolare la distanza esatta fra le due sopracciglia, possiamo dire che sì. Esiste una regola fondamentata nelle proporzioni del viso ma come regola potrà essere infranta in alcuni casi particolare che saranno abbordati in seguito   



Regola:
  fra le sopracciglia deve essere la distanza di 3 cm circa (Questo calcolo e un analogia della lunghezza dell’occhio umano questo spazio spesso viene chiamato di punto del terzo occhio.)    

 Eccezione alla regola:  nei casi in cui la cliente abbia occhi troppo distanti e base del naso troppo largo se può ridurre questa distanza fra le sopracciglia il contrario se fa se la cliente a occhi troppo vicino e naso troppo lungo 

  Altre regole

  1.    La lunghezza delle sopracciglia non deve essere più grande delle labbra o più piccole del occhio del cliente. 
  2.    lo spessore del sopracciglio deve avere lo stesso spessore del arco del cupido (il solco tra labbra e naso) o del filtro delle labbra.

 Conoscere e rispettare questi parametri danno al professionista di trucco semi permanente o all’estetista, la capacità di ricreare da zero o di correggere sopracciglia asimmetriche, ma soprattutto l’abilità di mantenere la unicità di ogni individuo. 

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Come funziona il motore a scoppio?

Il motore a scoppio trasforma l’energia rilasciata durante la combustione del carburante in energia meccanica. Dopo aver visto la struttura di un motore auto, esaminiamo il principio di funzionamento che è fondamentalmente lo stesso per qualsiasi motore: il combustibile viene bruciato ad alta pressione come una miscela combustibile-aria infiammabile in un’esplosione. L’improvvisa espansione mette in moto un pistone. Questo movimento viene poi veicolato agli organi di trasmissione del veicolo. Nella maggior parte delle auto, un motore a pistoni alternativi si trova tipicamente sotto il cofano in combinazione con una biella e un albero a gomiti.

motore a scoppio

La camera di combustione di un motore contiene principalmente l’ossigeno dell’aria e il carburante. La miscela carburante-aria può essere costituita da benzina, gas o gasolio finemente nebulizzati. Oltre a questo, nient’altro può entrare nella camera di combustione. Una soluzione di progettazione speciale è il sistema di depurazione dei gas di scarico attraverso la valvola EGR (ricircolo dei gas di scarico): qui i gas di scarico vengono reimmessi nelle camere di combustione per ridurre la temperatura di combustione e quindi le emissioni di ossido di azoto.

Il design a doppia parete dei motori moderni fa sì che altri combustibili si trovino nelle immediate vicinanze delle camere di combustione. Tuttavia, acqua, oli e una miscela carburante-aria troppo “ricca” (cioè troppa benzina o diesel) non devono mai entrare nei cicli di lavoro del motore, in quanto potrebbero causare danni. Il problema si riconosce dal fatto che lo scarico inizia a fumare. Anche la polvere e le altre particelle dell’aria aspirata non devono entrare nel motore, perché entrerebbero nell’olio e causerebbero l’usura del motore.

Cosa succede durante il processo di combustione in un motore?

Esistono due diversi tipi di motori a pistoni: a due tempi e a quattro tempi. Questi si differenziano ancora per i motori a benzina e diesel. La tabella seguente mostra le principali differenze in base al motore a quattro tempi.

 Motore a benzinaMotore diesel
Carburazioneformazione di miscela esterna (eccetto l’iniezione diretta)generazione di miscela interna
Accensione (o ignizione)Accensione a scintilla (candela)Autoaccensione
Compressioneda 8 a 18 bar da 30 a 50 bar 
Temperatura massima in compressioneda 400 a 600 °Cda 700 a 900 °C

I motori a quattro tempi funzionano in quattro fasi:

  1. Aspirazione
  2. Compressione
  3. Funzionamento (accensione/scoppio)
  4. Espulsione

Con il motore a benzina – tranne che per l’iniezione diretta – viene aspirata una miscela carburante-aria e con il motore diesel è aria pura. Ciascuna delle quattro fasi di lavoro si svolge in un unico ciclo (corsa del pistone con movimento verso l’alto e verso il basso, detto anche punto morto superiore e punto morto inferiore). Durante un ciclo di lavoro con i suoi quattro tempi, l’albero motore ruota così due volte. I gas freschi e i gas di scarico sono completamente separati l’uno dall’altro.

 Quattro tempi del motore a benzinaQuattro tempi del motore diesel
(1) aspirazioneLa benzina viene miscelata con l’aria, la valvola di ingresso si apre, il pistone va dal punto morto superiore (PMS) al punto morto inferiore (PMI)La valvola di ingresso si apre, l’aria fluisce all’interno, il pistone va al PMi
(2) CompressioneIl pistone passa dal PMI al PMS, la miscela aria-carburante viene compressa non appena la valvola di ingresso viene chiusaIl pistone sale, l’aria viene compressa non appena la valvola di ingresso viene chiusa, e quindi fortemente riscaldata
(3) Benzina: Ciclo di accensione
Diesel: ciclo di combustione
La miscela aria-benzina viene accesa tramite la candela, il pistone passa da PMS a PMIIl diesel viene iniettato, si accende e il pistone si sposta da PMS a PMI
(4) ScaricoIl pistone va da PMI a PMS e spinge i gas di scarico attraverso la valvola di scaricoIl pistone va da PMI a PMS e spinge i gas di scarico attraverso la valvola di scarico

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Come fare lo shampoo: le regole e i consigli per lavarli nel modo giusto

Come fare bene lo shampoo? Lavare i capelli sembra un gesto facile, in realtà è importante seguire delle semplici regole per avere una chioma perfetta. Ecco tutti i passaggi e i trucchi da conoscere per lavare i capelli in modo corretto!

Lo shampoo è un trattamento di igiene personale che eseguiamo anche più volte a settimana per mantenere puliti i nostri capelli. Di solito lo facciamo in modo automatico: un gesto che ci appartiene ma che non sempre effettuiamo nel modo giusto. Utilizzare la giusta tecnica, eseguendo alla perfezione tutti i passaggi, ci permetterà di avere capelli puliti e splendenti. È importante poi conoscere regole base e piccoli trucchi per una chioma da invidiare. Scopriamo allora come fare lo shampoo nel modo giusto!

Come fare lo shampoo: i passaggi da eseguire per una chioma perfetta

Vediamo allora quali sono i passaggi da eseguire per fare lo shampoo in modo corretto e avere una chioma luminosa e perfetta.

Step 1: Bagnate la testa con l’acqua tiepida per pulire in profondità

La prima cosa da fare è bagnare la testa con acqua tiepida o calda, in grado di detergere profondamente. Evitate l’acqua fredda, che non è efficace per pulire a fondo il cuoio capelluto, ma anche l’acqua bollente, che può irritare la cute rovinando anche i capelli. Una volta bagnata la chioma togliete l’acqua in eccesso prima di applicare lo shampoo.

Step 2: Versate la giusta quantità di shampoo e massaggiate il cuoio capelluto

Versate un’adeguata quantità di shampoo sul palmo della mano: non ne utilizzate troppo, ne basta poco per garantire un’adeguata pulizia del cuio capelluto e dei capelli. Il consiglio è quello di utilizzare una shampoo adatto alla propria tipologia di capelli: grassi, secchi, sfibrati, con forfora ecc…, preferendo prodotti naturali o biologici ed evitando quelli troppo aggressivi. Applicate lo shampoo prima sulle tempie e massaggiate con i polpastrelli, senza utilizzare le unghie, andando verso la parte superiore della testa e arrivando poi alla nuca: il massaggio deve durare almeno 1 minuto. Infine passate lo shampoo sulle lunghezze evitando di strofinare le punte.

Step 3: Risciacquate bene per eliminare ogni traccia di schiuma

Sciacquate i capelli abbondantemente con acqua tiepida fino ad eliminare tutta la schiuma. Per rendere i capelli più morbidi e facili da pettinare utilizzate il balsamo o una maschera, che siano specifici per la votra tipologia di capelli. Applicate il prodotto seguendo le istruzioni indicate sulla confezione rispettando i tempi di posa. Risciacquate e concludete con un ultimo getto di acqua fredda per chiudere le scaglie dei capelli e renderli più brillanti.

Step 4: avvolgeteli in un asciugamano prima di asciugarli

Eliminate l’acqua in eccesso dai capelli avvolgendoli in un asciugamano: tamponateli senza strofinare per evitare di stressarli. Passate ora all’asciugatura all’aria o con il phon, evitando di utilizzare spazzola o pettine sui capelli bagnati, perché potrebbero spezzarsi, e procedete con la piega. Se volete utilizzare la piastra assicuratevi che i capelli siano completamente asciutti e applicate un prodotto specifico per proteggerli dal calore della piasta.

Le regole base per uno shampoo perfetto

Per uno shampoo perfetto è importante conoscere le regole base e piccoli trucchi per capelli più sani, morbidi e luminosi.

Non lavate troppo spesso i capelli: il ritmo ideale è di 2 o 3 volte a settimana. Chi ha i capelli molto grassi potrà fare lo shampoo anche a giorni alterni con prodotti specifici delicati e non aggressivi per il cuoio capelluto. Fate attenzione anche alla dose di shampoo da utilizzare, che va adeguata alla lunghezza dei capelli, alla consistenza e al volume: per capelli lunghi e folti servirà un po’più prodotto, rispetto a una chioma corta. Applicare troppo shampoo, a lungo andare, rovina la capigliatura. Gli esperti consigliano una noce di shampoo grande come una moneta da 2 euro, da applicare partendo dalla radice.

Impacco pre-shampoo per rigenerarli: prima di lavare i capelli applicate, almeno una 1 volta a settimana, un impacco pre-shampoo utilizzando oli naturali come l’olio di Argan, l’olio di oliva, di cocco o l’olio di sesamo, da tenere in posa almeno un paio d’ore prima di fare lo shampoo. Inoltre è importante districare i capelli prima di lavarli, così da prevenire la formazione di nodi.

Passate lo shampoo due volte solo se necessario: quando lavate i capelli fate un solo shampoo, evitando la seconda passata che, invece di garantire una maggiore pulizia, rende i capelli meno brillanti e più appensantiti. Se per la tipologia di capelli dovete fare il secondo shampoo applicate poco prodotto solo alla radice, anche perché si formerà comunque molta schiuma.

Non diluite il prodotto con l’acqua: molti pensano che diluire lo shampoo con l’acqua lo renda meno aggressivo, in realtà tutti i nuovi prodotti sono molto più delicati rispetto al passato e non necessitano di alcuna diluizione.

Utilizzare il balsamo nel modo giusto: evitate di utilizzare un prodotto troppo ricco che potrebbe ungere i capelli e appesantirli. Scegliete un balsamo o conditioner che sia adatto a voi: se i vostri capelli non sono secchi o sfibrati, la soluzione ideale potrebbe essere uno prodotto senza risciacquo, molto più leggero e che renderà la vostra chioma impalpabile e voluminosa.

Sai cosa fa un parrucchiere? Leggi qui.

I nostri allievi ci spiegano come fare La messa in piega!

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5 step del make up base

Un trucco impeccabile parte dall’inizio: la base. Prepara, copri, correggi, fissa ed illumina ecco i 5 step per la riuscita del tuo make up base perfetto.

A lezione!

1. Prepara

Prima di partire ricordati di stendere la tua solita crema idratante a patto che sia confortevole e non appesantisca troppo. Se preferisci, puoi anche stendere un velo di primer in gel o in crema per uniformare la tua pelle e garantire una maggiore tenuta del trucco.

2. Copri

Come secondo step della make up base stendi il fondotinta. Sceglilo fluido, se hai la pelle secca, o compatto, se hai la pelle grassa, ma comunque della tonalità corrispondente a quella del tuo incarnato o, eventualmente, più chiara. Parti dal centro del viso e stendilo verso l’esterno con la spugnetta in lattice, con l’apposito pennello o anche semplicemente con le mani.

3. Correggi

Utilizza il correttore per eliminare tutte le tue imperfezioni: macchie, cicatrici, occhiaie e brufoli. Scegline uno verde per attenuare il rossore e uno giallo per i tratti scuri. Picchiettalo con le dita e ricordati di non esagerare con le dosi o non farai altro che evidenziare i difetti che vuoi coprire.

4. Fissa

Per evitare che i prodotti applicati colino durante la giornata, stendi sempre un velo di cipria. Mettila soprattutto sul contorno occhi, sugli zigomi e sulla fronte, zone che altrimenti tendono a diventare lucide.

make up
Operatore del Benessere_Estetista

5. Illumina

Per concludere il tuo make up base scegli un illuminante in crema o in stick: accenderai il tuo viso. Stendilo delicatamente sugli zigomi e sul naso. Cerca di evitare, invece, il formato in polvere perché tende ad evidenziare le rughe d’espressione.

i laboratori di pratica al CPFP Viterbo via Richiello

Il Make Up, laboratorio in classe

Abbiamo visto come trasformare il trucco da giorno in trucco da sera, con una Masterclass sul Make Up, e l’abbiamo fatto eseguire alle nostre studentesse durante un laboratorio di pratica in classe.

SheilaSheila
Sheila

La professione del make-up professionist richiede molte attenzioni sia dal punto di vista igienico che organizzativo.

Non a tutti risulta gradevole essere toccati in viso, per questo è opportuno assumere un atteggiamento non invadente limitando il più possibile l’uso dei polpastrelli sul viso della modella evitando movimenti bruschi soprattutto intorno agli occhi ed evitando di appoggiare le proprie mani sui capelli.

Prima di iniziare un trucco è necessario:

  1. pulirsi sempre le mani (anche con una salvietta umidificata).
  2. pulire i pennelli con lo specifico pulitore.
  3. usare spugnette per fondotinta e piumini per la cipria sempre puliti senza residui di prodotto.
  4. evitare di soffiare sui piumini o pennelli per rimuovere eccesso di prodotto, basterà stemperare gli eccessi di prodotto sul dorso della propria mano o su una velina.
  5. Mantenere il piano di lavoro sempre ordinato e pulito.

Per realizzare un make-up pulito,luminoso e duraturo, è necessario rispettare un ordine ben preciso di applicazione dei cosmetici.
Per questo motivo è necessario suddividere il make-up in fasi.

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PREPARAZIONE DI BASE E IL FONDOTINTA

  1. Scelta delle luci e dell’ambiente lavorativo.
  2. Sedia alta e comoda per la nostra modella e per una visione ottimale del viso.
  3. Analisi delle sopracciglia ed eventuale depilazione.
  4. Analisi della pelle.
  5. Pulizia e detersione della pelle per rimuovere eventuali residui di trucco, crema o sebo.
  6. Applicazione di siero (magic secret) effetto lifting (occasionale per un effetto tensore e per aumentare le tenuta del trucco)
  7. Applicazione del primer viso e primer occhi.
  8. Scelta e applicazione del fondotinta.
  9. Scelta e applicazione del copriocchiaie*.
  10. Correzione delle imperfezioni cutanee (macchie e brufoletti)
  11. Eventuali ombreggiature e punti luce (nel caso di un contouring leggero o correttivo).
  12. Applicazione blush in crema.
  13. Fissaggio con polvere di riso o FIX-UP IN POLVERE.

OCCHI-BLUSH-BOCCA

  1. Eventuale depilazione e/o ricostruzione delle sopracciglia (kit sopracciglia cinecittà)**
  2. Preparazione della palpebra superiore con una piccola quantità di fondotina e se è necessario, anche correttore fluido lifting.
  3. Applicazione della matita occhi lungo la rima ciliare , sfumare successivamente con pennello tecnico.
  4. Fissaggio con polvere di riso della sfumatura della matita.
  5. Applicazione matita sulla palpebra inferiore, sfumare con pennello e fissare con polvere di riso.
  6. Applicazione degli ombretti su palpebra superiore ed inferiore (ombretti chiari, poi intermedi ed infine ombretti scuri).
  7. Applicazione eye-liner gel o automatico.
  8. Curvatura delle ciglia (facoltativo).
  9. Applicazione del mascara.
  10. Applicazione eventuali ciglia finte o LASH EXTENDER (infoltitore ciglia a base di fibre naturali).
  11. Controllo delle sopracciglia.
  12. Applicazione blush e/o terre.
  13. Disegno del contorno labbra con matita labbra (non sempre necessario)
  14. Fissaggio matita labbra con polvere di riso (asportare poi l’eccesso)
  15. Applicazione rossetto e/o lip gloss.
  16. Fissaggio finale con FIX-UP SPRAY.

ECCEZIONI:

Il mascara va applicato dopo gli ombretti per evitare che gli stessi ombretti, cadendo, possano sporcare le ciglia ormai già truccate di mascara. In certi casi, applicando il mascara prima degli ombretti si ottiene un risultato molto gradevole e si eviterà così un appesantimento del trucco degli occhi con eccessivo uso di ombretti. Inoltre le ciglia già truccate con mascara ci guideranno automaticamente su come l’occhio desidera essere truccato.

CORRETTORE PRIMA O DOPO IL FONDOTINTA?

Altra eccezione è per il correttore, che può essere applicato sia prima che dopo il fondotinta a seconda dell’entità dell’inestetismo; è importante però che il colore che usiamo si fonda sempre con il fondotinta in modo da non creare particolari e sgradevoli differenze di tono tra i due cosmetici.

RIDISEGNARE LE SOPRACCIGLIA

Se le sopracciglia sono state troppo depilate,può essere opportuno ridisegnare le sopracciglia nel modo più armonioso (un giusta arcata sopraccigliare sarà un ottima guida per la realizzazione del make-up).

PRIMA OCCHI O LABBRA?

Per una buona pulizia del trucco, di solito si trucca dall’alto verso il basso (in modo da pulire eventuali eccessi di prodotto) secondo questo ordine: occhi, fard e boccaocchini caso di occhi piccoli e difficili da truccare, è consigliabile truccare prima le labbra e guance! Il risultato sarà comunque molto gradevole per poi procedere con il trucco degli occhi che richiederà interventi molto minimi.

PRIMA I PRODOTTI CREMOSI E POI I PRODOTTI POLVEROSI

Regola importante: applicare prima tutti i prodotti a base cremosa (fondotinta colati stick fluidi liquidi, correttori, blush in crema, matite occhi, matite labbra) e poi tutti i prodotti a base polverosa ( polvere di riso, cipria in polvere o compatta, ombretti e fard). Se per errore dovessimo applicare un prodotto cremoso dopo un prodotto polveroso, otterremo uno sgradevole effetto di stratificazione ed appesantimento ( ad es. ritocchi di fondotinta e correttori dopo l’applicazione della polvere di riso), inoltre è molto difficile che una matita (cremosa) possa scrivere su una zona dove è stata applicata precedentemente una polvere. Applicheremo quindi le nostre polveri solo quando siamo sicuri del lavoro che abbiamo svolto con i prodotti cremosi.

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Struttura del motore auto

In precedenza abbiamo analizzato come è fatto un motore auto, ma è bene sapere che oltre alle differenti tipologie di motore, a due tempi, a quattro tempi, ad otto tempi o elettrico, è possibile scorgere, nella struttura del motore, delle differenze anche per quel che riguarda la disposizione.

Questa, infatti, può essere longitudinale cioè quando il motore è disposto perpendicolarmente all’albero finale di rotazione che aziona o più in generale è parallelamente/assialmente allo spostamento lineare generato da esso, oppure trasversale, cioè quando il motore è disposto parallelamente all’albero finale di rotazione che aziona o più in generale è perpendicolare allo spostamento lineare generato.

Parti del motore auto

Se prima abbiamo descritto alcune componenti del motore auto racchiuse all’interno del blocco motore, quali cilindri, basamento, testata ed albero motore, è bene evidenziare come per il corretto funzionamento dello stesso siano necessari anche liquidi di lubrificazione e refrigeranti per evitare che l’attrito delle componenti produca danni irreparabili e per tenere sotto controllo le temperature di esercizio.

Sono presenti quindi dei condotti che consentono la circolazione dell’acqua per il raffreddamento ed il carter, cioè  il componente dove si deposita l’olio che permette di lubrificare l’albero, i pistoni, le bielle ed altri componenti mobili del motore. Infine il motore auto vede la presenza di numerosi filtri per aria, benzina e olio, utili ad evitare che eventuali impurità possano contaminare il motore pregiudicandone la funzionalità.

Come funziona un motore  benzina

motore a benzina
motore a benzina 4 tempi

Il funzionamento di un motore benzina è regolato da 4 fasi: aspirazione, compressione, espansione e scarico. Con la prima Il pistone si muove verso il punto morto inferiore e tramite le valvole di aspirazione viene aspirata la miscela aria benzina, mentre con la seconda il pistone inverte la sua corsa comprimendo la miscela aria benzina e poco prima che raggiunga il punto morto superiore scocca la scintilla e si avvia la fase di combustione.

Con la terza fase la candela avvia l’accensione e dà il via alla combustione, mentre con la quarta inizia la fase di scarico dei gas combusti attraverso le valvole ed il pistone inverte nuovamente la sua corsa spostandosi verso il punto morto superiore.

Come funziona un motore  diesel

motore diesel
motore diesel

Rispetto al motore benzina, dove l’accensione della miscela aria – combustibile avviene per mezzo di una scintilla, nei motori diesel questa accensione avviene spontaneamente per via dell’elevata temperatura dell’aria compressa dal pistone. Nello specifico le fasi del ciclo diesel sono: aspirazione, compressione, iniezione e scarico.

Con la prima il pistone si abbassa ed aspira l’aria all’interno del cilindro tramite la valvola di aspirazione, mentre nella fasi di compressione, a seguito dell’innalzamento del pistone, l’aria viene compressa e si surriscalda.

Nella terza fase abbiamo un iniettore che spruzza minuscole gocce di gasolio e la miscela di questo con l’aria causa una esplosione spontanea che provoca l’espansione dei gas combusti e l’abbassamento del pistone.  La quarta fase vede la fuoriuscita dei gas combusti dal motore tramite la valvola di scarico grazie alla risalita del pistone.

Come funziona un motore  elettrico

motore auto elettrica
motore auto elettrica

Tutti i costruttori si sono ormai orientati verso la produzione di vetture dotate di motore elettrico così da rispettare le sempre più stringenti normative in materia di emissioni. Per il suo funzionamento viene utilizzata l’energia elettrica accumulata dalla batteria che, successivamente, viene trasformata in energia meccanica necessaria a far muovere la vettura.

L’energia elettrica accumulata dalla batteria viene trasferita al motore elettrico grazie all’inverter, cioè un dispositivo trasforma la corrente continua dell’accumulatore in corrente alternata e la invia al motore. In fase di rilascio dell’acceleratore il motore elettrico auto funge da generatore e ricarica la batteria e la stessa identica funzione si attiva in fase di frenata.

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Crema mani: a che serve e quando usarla

La crema mani è indispensabile per mantenere la pelle morbida e priva di screpolature: ecco a che serve e quando usarla.

Quella della crema mani è ormai una routine di bellezza entrata nella quotidianità di molte persone, sia donne che uomini. E non solo per mostrare delle mani sempre morbide e curate, ma anche e soprattutto per risolvere alcuni fastidi che frequentemente possono colpire la pelle. Ma a cosa serve questa soluzione e, soprattutto, quando usarla?

Naturalmente, quando si parla di pelle bisogna sempre prestare attenzione alle proprie ipersensibilità personali e, fatto non da poco, all’eventuale presenza di disturbi che potrebbero rendere necessario un approccio di tipo medico. Per questa ragione, si consiglia di verificare sempre il parere del proprio dermatologo di fiducia.

crema mani

Crema mani, a cosa serve

La crema mani è un prodotto cosmetico, dalla consistenza variabile a seconda della formulazione, pensato per migliorare la pelle che ricopre questi importantissimi arti. La sua funzione è perlopiù idratante: evita infatti che la cute si secchi troppo, fornendo nutrimento e creando una sorta di film protettivo.

Le mani sono solitamente la parte del corpo più soggetta agli agenti esterni. Possono rimanere a lungo al freddo, ad esempio, colpite dall’azione seccante dei venti gelidi invernali. Ancora, entrano in contatto quotidianamente con una lunga serie di sostanze, dalla semplice acqua fino ai detergenti più aggressivi. Proprio per questa ragione, la pelle delle mani tende ad arrossarsi facilmente, ad apparire secca e poco morbida, a screpolarsi o a mostrare micro-ferite. Il ricorso a una crema specifica risolve parte di questi fastidiosi disturbi, riducendone anche la frequenza grazie a un’azione preventiva.

In commercio esistono le più svariate soluzioni per assolvere alle esigenze più svariate, si tratti di una proposta semplicemente idratante o maggiormente protettiva, come le creme dotate di appositi filtri solari. In generale, si trovano prodotti realizzati solo a partire da acqua e rimedi naturali, altri ricchi di principi nutritivi minerali e altri ancora di origine sintetica, con l’aggiunta quindi di diversi composti chimici. La scelta va sempre presa in accordo con il proprio dermatologo di fiducia, per preferire l’opzione migliore anche in relazione ai propri disturbi.

crema mani

Crema mani, quando usarla

Sono moltissime le occasioni d’uso di una crema per le mani, a seconda delle necessità del singolo. La prima e più comune è quella di riportare la cute alla sua normale morbidezza, grazie a degli ingredienti che aumentano l’apporto acquoso a livello dell’epidermide, nonché all’aggiunta di grassi che potrebbero rappresentare una valida barriera per gli agenti esterni.

Seguono quindi esigenze più specifiche, come arrossamenti causati dal freddo o dal contatto con sostanze calde, le screpolature causate dal vento, la secchezza tipica dopo aver immerso a lungo le mani in acqua e molto altro ancora. Prima di lanciarsi nel fai da te, tuttavia, bisogna accertarsi che i propri disturbi siano del tutto innocui. Non capita infatti raramente che le dermatiti a livello della mano siano dovute a colonie di batteri, così come dalla presenza di invisibili funghi.

Questa soluzione può essere impiegata un paio di volte al giorno o, ancora, al bisogno. Dopo aver creato una piccola noce di crema, la si spalma su tutta la superficie delle mani, prestando attenzione anche a ricoprire lo spazio tra un dito e l’altro. Si dovrà quindi massaggiare, preferendo dei movimenti circolari, fino a pieno assorbimento.

Tra i rimedi naturali maggiormente scelti per la cura della pelle delle mani, si elencano i più famosi come la lenitiva camomilla, la calendula per ridurre infiammazioni e reazioni allergiche topiche, il burro di karité per ammorbidire, l’olio di cocco per ripristinare la barriera lipidica a livello di cute e l’olio di jojoba grazie al suo straordinario apporto di vitamine A ed E. Queste ultime sono degli antiossidanti naturali, di contrasto ai radicali liberi e quindi anche all’invecchiamento della pelle.

Conosci le tue unghie? Leggi qui.

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Trasformare il trucco da giorno in un trucco da sera

È l’ideale quando ti trovi nella situazione di non poter togliere e rifare il trucco da capo: in questo modo saprai come cambiare look in pochi minuti e trasformare il trucco da giorno in un trucco da sera.

Quando?
Il trucco da giorno si trasforma immediatamente in un trucco da sera: qualsiasi sia il tuo abbigliamento entrambe le versioni si adattano benissimo al tuo look, grazie ai colori neutri e delicati e lo stile molto semplice.

Per chi?
Grazie a questi colori molto naturali e tenui il trucco da giorno che segue può essere indossato davvero da tutte, anche da chi magari ha solitamente qualche problema nello scegliere i colori giusti per realizzare un trucco occhi verdi e capelli rossi.

Ecco come per trasformare un trucco da giorno in un trucco da sera.

Usa il correttore: è importante coprire le imperfezioni per avere il risultato di una pelle perfetta. Utilizza quello color carne se non hai particolari problemi, altrimenti rivolgiti a quelli colorati.

Stendi il fondotinta: per avere un incarnato omogeneo e impeccabile per questo trucco da giorno è essenziale scegliere il fondotinta dello stesso colore della tua pelle. Meglio se a lunga tenuta, così potrai tenerlo fino alla sera.

Passa la cipria: per far si che il trucco da giorno duri è necessario fissarlo con la cipria. Utilizza quella in polvere finissima e applicala con un pennello grande, mentre fuori casa porta sempre con te una cipria compatta per ritoccare il trucco durante il giorno.

Trucca gli occhi per il giorno: per il trucco da giorno ti serviranno un ombretto grigio chiaro, uno più scuro, un ombretto o matita marrone chiaropennelli e mascara.

Per iniziare questo trucco da giorno applica l’ombretto grigio chiaro su tutta la palpebra mobile: puoi aiutarti con un pennello piatto oppure stenderlo direttamente con le dita.

make up

Successivamente prosegui il trucco da giorno tracciando una riga lungo le ciglia superiori: io ho preferito utilizzare un pennello piatto e obliquo con un ombretto marrone chiaro, ma puoi benissimo utilizzare una semplice matita dello stesso colore, che sottolineerà il tuo sguardo per un trucco da giorno leggermente definito.

make up

Completa il trucco da giorno e sfuma con un pennello per occhi ma molto morbido l’ombretto grigio più scuro: posizionalo sopra la piega dell’occhio ed esegui piccoli movimenti da destra a sinistra e viceversa. Poi passalo anche lungo le ciglia inferiori. Applica il mascara.

make up

♦  Trucca gli occhi per la sera: per trasformare il trucco da giorno in un perfetto trucco da sera ti serviranno un ombretto marrone scuro, una matita dorataombretto o matita marronepennelli e mascara.

Inizia a trasformare il tuo trucco da giorno utilizzando un ombretto marrone scuro da applicare su tutta la palpebra mobile: in questo caso è meglio utilizzare il pennello piatto che stende il colore in modo omogeneo ma soprattutto più preciso.

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Successivamente disegna una riga quanto più aderente alle ciglia, sia sopra che sotto l’occhio: puoi utilizzare una matita nera oppure scegliere di tracciarla con pennello piatto e ombretto nero così come ho fatto io.

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Qualche consiglio in più su come trasformare un trucco da giorno in un trucco da sera:

  • Mentre per il trucco da giorno è necessario rimanere più naturali, puntando quindi su fard cannella e rossetto rosato, la sera scegli di intensificare anche i tratti del viso applicando una terra abbronzante come fard e un rossetto rosa acceso.
  • Un punto importante è sicuramente l’applicazione del mascara alla sera: evita di applicarlo sopra quello che hai tenuto durante il giorno, perché si potrebbero formare antiestetici grumi. Piuttosto scarica un po’ il prodotto passando un dischetto imbevuto di struccante e poi passa il mascara.
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Attrezzatura per officina, strumenti indispensabili

Chiavi, cacciaviti, compressore: quali sono gli strumenti indispensabili tra l’attrezzatura per officina che non possono mancare?

In ogni buona officina devono essere presenti utensili e attrezzature di alta qualità, resistenti al tempo e all’usura. Meccanici, carrozzieri, elettrauto o persino i semplici hobbisti hanno bisogno di contare su kit completi, prodotti di qualità e attrezzatura per officina adeguata in grado di offrire buoni risultati durante tutte le fasi di riparazione.


Un’area attrezzata e ben organizzata consente di lavorare ottimizzando i tempi. Spesso l’officina conosce ritmi molto veloci e frenetici, gli operai devono essere in grado di trovare subito l’utensile che stanno cercando; per questo motivo è importante che gli attrezzi siano posizionati con un criterio preciso. Importante quindi dotarsi di piani di lavoro, portautensili e armadietti a norma che andranno a custodire i nostri attrezzi e gli altri materiali di lavoro. Le chiavi, i martelli, il trapano, i cacciaviti, i maschi, le filiere e le pinze devono essere sempre a disposizione per l’utilizzo. Non solo, anche gli utensili per l’elettrotecnica, gli estrattori, il compressore e gli utensili pneumatici non possono mancare e devono essere di alta qualità.

Non solo officina, anche gli hobbisti meritano e possono apprezzare l’utilizzo di una buona attrezzatura per officina.

Quando si parla di attrezzatura per officina, infatti, non bisogna dimenticare che questi prodotti vengono utilizzati anche da altri utenti. Pensiamo ad esempio agli hobbisti, a chi ama dedicarsi al fai da te e si diletta nella riparazione di pezzi dei propri mezzi e decide di farlo a casa propria, in garage o in una stanza pensata per questo scopo. Per poter lavorare con buoni risultati occorre, innanzitutto, avere a disposizione uno spazio adeguato e degli strumenti di qualità in grado di offrire sicurezza e semplicità di utilizzo. Un buon piano di lavoro, un set di chiavi e di cacciaviti sufficientemente fornito, un trapano, un saldatore, una mola da banco, un cric, un compressore, martelli, pennelli, vernici, un tronchese, strumenti di misura: questi e tanti altri possono essere gli attrezzi ideali per chi vuole effettuare lavori e riparazioni nel proprio garage.

strumenti meccanico

L’importanza della qualità

Quello che conta non è soltanto l’oggetto ma anche la scelta del marchio, la sua affidabilità e la sua qualità. Spesso, specialmente per molti hobbisti, la scelta ricade su soluzioni di scarsa qualità: il rischio è quello di acquistare prodotti poco sicuri, che si rompono dopo il primo utilizzo o di acquistare oggetti superflui. Un altro grosso rischio è quello di rovinare il pezzo su cui stiamo lavorando o, banalmente, sciupare la testa del bullone con una chiave scadente. Un kit completo di alta qualità è senz’altro più costoso, ma ha una durata nel tempo che non è paragonabile ai set che si trovano a prezzo stracciato.
Ecco perché è importante investire in prodotti di livello e rivolgersi sempre a rivenditori di marchi con una buona esperienza nel settore lasciandosi consigliare gli strumenti più adatti senza prendere decisioni affrettate o fare investimenti sbagliati.

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Tecniche base del massaggio

Il massaggio è una terapia antichissima quanto “semplice”: non servono strumenti particolari, ma solo l’abilità fisica dell’esecutore nel comprendere e cercare di risolvere le problematiche psico-fisiche del proprio cliente. Le tecniche base del massaggio professionale sono principalmente 6 e vengono utilizzate per scopi fisioterapiciesteticisportivi o come nel nostro caso, di riequilibrio energetico o emozionale.

Le principali manovre del massaggio professionale

Le tecniche base del massaggio professionale sono contraddistinte da diverse varianti che vanno praticate in base all’obiettivo da raggiungere. È importante che vengano dosate senza causare lividi né dolore eccessivo. Oltre al lato pratico è inoltre importante la predisposizione psicologica e la preparazione della stanza.

1 Sfioramento

Lo sfioramento è una manovra praticata all’inizio e alla conclusione del massaggio. Va eseguito con continuità. Si suddivide in:

  • sfioramento superficialele mani scivolano sulla cute, con le dita lunghe unite e il pollice abdotto. La pressione esercitata è molto lieve. Funge da preparazione: distribuisce l’olio e rassicura la persona.
  • sfioramento appoggiatosi esegue con una pressione decisamente maggiore del precedente. Se lento ha un effetto rilassantedi drenaggio e peeling (eliminazione cellule morte). Se eseguito velocemente determina un aumento della temperatura locale.
2 Sfregamento

Lo sfregamento è simile allo sfioramento, ma con maggiore intensità e forza applicata. Ne consegue un effetto benefico sulla circolazione linfatica e venosa. È perciò fondamentale che la direzione dello sfregamento sia eseguita nel senso della circolazione venosa stessa.

3 Frizione

La frizione invece prevede che le mani mantengano una posizione fissa in un punto. Viene mossa solamente la pelle che scorre sui piani del sottocute. L’obiettivo della frizione è quella di scollare le aderenze cicatriziali dalla pelle migliorando la vascolarizzazione. In base alla zona da trattare si possono usare anche solo la punta delle dita. È possibile sovrapporre pollici e/o le mani. Su muscoli particolarmente contratti è possibile usare anche le nocche. Il tempo di permanenza sui vari punti varia da 1 a 6-7 secondi e va ripetuto almeno 5-6 volte.

massaggio
4 Impastamento

Principali manovre del massaggio

L’impastamento è una manovra del massaggio professionale che si esegue sotto forma di compressione, sollevamento e spostamento trasversale del muscolo esercitando una pressione contrapposta tra le varie dita. Si suddivide in:

  • impastamento superficiale, risolve i casi di strati aderenziali superficiali;
  • impastamento profondo, ha come effetti l’aumento del tono muscolare e il rilassamento delle contratture.
5 Percussione

Per praticare la percussione è indicato tenere le dita lievemente semiflesse o flesse e percuotere alternativamente il muscolo. Si ottiene così un aumento della circolazione arteriosa, del tono muscolare e del livello di attenzione con maggior effetto meccanico sui tessuti connettivi lassi sottocutanei.

6 Vibrazione

Le punte delle dita imprimono un’onda vibratoria sulla cute che può essere:

  • verticale si ottiene un effetto di tipo sedativo o stimolante;
  • orizzontale si ha invece una normalizzazione della densità della sostanza fondamentale dei tessuti connettivi lassi sottocutanei.
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La scienza del bello

Per poter comprendere il significato di estetica, dobbiamo innanzitutto definire che cosa sia. L’estetica è la scienza del bello. Il concetto di bello si estende in modo significativo su differenti livelli, in quanto viene attribuito alle persone, alle cose, alle immagini che possiedono bellezza. La bellezza è la qualità di ciò che è bello, è la capacità di suscitare nell’osservatore un senso di godimento estetico. Ciò porta a fare riferimento all’Istituto di Bellezza dove si eseguono cure estetiche per la bellezza del corpo. La bellezza richiama il concetto di corpo, inteso come aspetto esteriore da esternare per rendersi sempre più visibili e attraenti. Il corpo diventa pertanto oggetto di comunicazione, di relazione, di differenziazione e di appartenenza a un gruppo sociale.

È una modalità di “essere per esserci in presenza di altri”. La bellezza è presente nel tempo, nello spazio, nel pensiero, nella riflessione, nel godimento del respiro, nella pausa, nelle relazioni, negli ambiti di lavoro e nella frenesia della realtà che ci circonda. Il primo ad avere dato forma e trattazione sistematica al problema del significato dell’arte e del bello fu Platone, il quale separa il bello come idea in sé dall’attività artistica intesa come mera imitazione. Aristotele riprende il concetto di imitazione (mimesi). Ma poiché l’arte è imitazione, non della realtà ma di modelli o di forme possibili, ne costituisce il trascendimento adempiendo una funzione catartica.

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L’ Acconciatore è creatore d’arte e bellezza

L’acconciatore è un professionista che esprime al meglio la sua creatività e la sua fantasia, ispirato da mode e dal vissuto delle sue esperienze con una incessante voglia di affermarsi e rinnovarsi. Per questo, l’acconciatore è creatore d’arte e bellezza. È importante essere sempre aggiornati sugli ultimi ritrovati e seguire le tendenze; questo è oggi reso sempre più facile grazie ai supporti informatici a disposizione. Le competenze professionali dell’acconciatore richiedo-no varie conoscenze visive, morfologiche e chimiche, ma richiedono anche un buon senso artistico. Il continuo allenamento e aggiorna-mento permette di applicare tecniche nuove e attuali adattandole alla personalità e alla figura del cliente per migliorarne l’aspetto e nascondere i difetti.

acconciatore

In questa professione è importantissimo accogliere il cliente e far-lo sentire il più possibile a suo agio, mettendo in atto una relazione che va al di là della professione, ma che implica un rapporto umano. L’acconciatore professionista deve essere paziente davanti a clienti “difficili” senza mai perdere la calma. Il cliente che entra nel salone deve sentirsi subito ben accolto e invita-to ad accomodarsi in attesa del suo turno, offrire riviste e da bere nel caso l’attesa si prolunghi. La professionalità è anche saper rispettare gli appuntamenti presi con il cliente, organizzando il lavoro in modo tale che non vengano disattesi.

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IGIENE PERSONALE

Entrando in contatto molto ravvicinato con il pubblico è necessario prestare un’attenzione particolare all’igiene personale, che non è solo pulizia ma anche il modo estetico di presentarsi. L’aspetto e l’abbigliamento sono parte del linguaggio non verbale. Un abbigliamento adeguato al luogo di lavoro e un aspetto curato della propria persona trasmettono al cliente un maggior senso di professionalità. Occorre sempre prestare attenzione alla sudorazione e che mani e unghie si-ano pulite e curate visto che vengono a contatto diretto con il cliente. La divisa da lavoro deve essere sempre pulita; indossare una divisa macchiata è indice di trascuratezza.

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ALTERAZIONI DELL’UNGHIA

  1. Alterazioni del colore. Prima di eseguire un trattamento estetico è necessario un esame accurato delle unghie. Le unghie possono subire alterazioni che ne mutano il colore, la forma e la crescita. Il colorito dell’unghia sana e normale è roseo.

Colorito rosso: quando il contorno ungueale si arrossa e si gonfia può indicare una infezione batterica o un’allergia.

Colorito bluastro o cianotico: se riguarda una sola unghia può essere la conseguenza di un trauma, ma quando riguarda tutte le unghie può essere sintomo di disturbi cardiaci o cattiva circolazione.

Colorito giallo: l’ingiallimento della lamina ungueale e l’indebolimento di essa possono essere causati dalla continua applicazione dello smalto colorato. Nei fumatori si può notare questo problema. Il colorito giallo a volte è causato da squilibri organici come itterizia, disturbi del fegato e della cistifellea.

Colorito scuro: può dipendere dal contatto con sostanze coloranti come vernici, tinte per capelli ecc., oppure da intossicazioni generali da farmaci.

Colorito verde: può dipendere da muffe (derivanti per esempio da una scorretta ricostruzione delle unghie) oppure da infezioni nel sangue e negli organi.

Colorito pallido: anemia o clorisi.

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